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Oggi, 18 aprile 2020, ricorrono i 72 anni dalle prime elezioni politiche della storia della Repubblica Italiana. Nel 1948, tutti gli italiani maggiorenni furono chiamati ad eleggere i due rami del parlamento, Camera dei deputati e Senato, in base a quanto sancito dalla Costituzione scritta dalla Corte costituente a sua volta eletta due anni prima dal popolo italiano. Questo fu il primo voto parlamentare eseguito a suffragio universale, il quale era già stato introdotto negli anni precedenti in occasione delle elezioni della Corte costituente e del referendum per scegliere tra monarchia e repubblica.

I partiti in campo

I due principali partiti che si presentarono alle elezioni furono la Democrazia Cristiana, insieme ai suoi alleati centristi, e il Fronte Democratico Popolare di sinistra, il quale rappresentava l’unione dei due principali partiti di sinistra, quello comunista e quello socialista. Da una parte quindi c'era il segretario democristiano Alcide De Gasperi, il quale aveva presieduto precedentemente già 4 governi, dall'altra parte il segretario del Fronte Democratico popolare Palmiro Togliatti coadiuvato da Pietro Nenni. Le elezioni del '48 furono di vitale importanza perchè avrebbero influenzato la decisione dell’Italia sullo schieramento internazionale a cui prendere parte nel post II guerra mondiale: scegliere DC significava infatti schierarsi dalla parte degli USA e il resto dei Paesi atlantici, scegliere il FDP significava invece schierarsi con il blocco sovietico dell'URSS di Stalin, il quale aveva guidato appena due mesi prima un golpe comunista in Cecoslovacchia. Oltre a questi due partiti, tra le formazioni minori vi erano i socialdemocratici, i liberali del blocco nazionale, il partito repubblicano, il partito monarchico e il Movimento Sociale Italiano, quest’ultimo di ispirazione fascista.

Il risultato

Il risultato delle urne fu categorico: la Democrazia Cristiana ottenne la maggioranza relativa dei voti, il 48,5%, e quella assoluta dei seggi, ben 305 alla Camera dei Deputati, riuscendo a raddoppiare i voti ottenuti nel '46 durante l'elezione della Costituente. Il Fronte Democratico invece si fermò al 31%, conquistando 183 seggi. Le sinistre scontarono indubbiamente la spaccatura interna ai socialisti, consumatasi l’anno prima con la scissione di Palazzo Barberini e la nascita del Partito Social Democratico di Giuseppe Saragat. Una vittoria così netta del partito di De Gasperi è spiegabile anche grazie alla propaganda efficace ed alla possibilità di usufruire del famoso Piano Marshall, annunciato due settimane prima dal Presidente degli USA Truman il quale promise 14 miliardi di dollari per gli aiuti economici all’Occidente.

Le conseguenze

Il neo eletto Presidente della Repubblica, Luigi Einaudi, affidò ad Alcide De Gasperi l'incarico di formare un nuovo governo: il segretario del partito vincitore non scelse di governare da solo ma chiamò a se anche l’Unione Socialista, il Partito Liberale e il Partito Repubblicano; nel corso della legislatura si succederanno poi altri due governi De Gasperi.  Già da queste prime battute della nostra Repubblica si intravide quindi una caratteristica che ci contraddistingue da sempre, ovvero il susseguirsi di diversi governi nel corso della stessa legislatura. Dal punto di vista economico, invece, iniziò in questo periodo il processo di rinascita che porterà poi al boom economico degli anni 60; dal punto di vista politico, invece, la vittoria della DC in queste elezioni segnò l’inizio dell’egemonia democristiana che durò poco meno di 50 anni.

Giuseppe Cesarini