Millennials

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Di Giulia Barbieri

Daisy Osauke è una mia coetanea, ha 22 anni ed è nata a Torino da genitori nigeriani. Non è una ragazza qualunque però: ha l’onore di rappresentare il colore del nostro Paese tramite lo sport.

Nei prossimi giorni avrebbe dovuto disputare i campionati europei a Berlino nel getto del peso. Dovrebbe, perché la sua partecipazione è a rischio.

Ieri sera tornando a casa è stata vittima di episodio razziale (movente confermato anche da lei); un macchina ha lanciato un uovo contro di lei colpendola in viso e provocandole una lesione alla cornea.

Compiere questi gesti per cosa? Offendere a che scopo? perché è più scura? L’amore per il proprio Paese si misura in base alla carnagione? Amare il proprio Paese significa concorrerlo a renderlo grande nel mondo, proprio come fa e farà Daisy.

Vorrei tanto credere che questo sia un caso unico e assolutamente irripetibile, ma le barbarie razziste purtroppo sono all’ordine del giorno.

Penso al ragazzo di 19 anni in Sicilia che mentre stava lavorando si è ritrovato a ricevere insulti a sfondo razziale.

Penso a cinque persone immigrate lasciate giù dal bus nonostante avessero il biglietto.

Penso al signore cingalese malmenato perché parlava nella sua lingua al telefono con un connazionale.

Vogliamo girare la testa dall’altra parte? Fare finta di nulla? il clima in Italia sta diventando sempre più insopportabile, inutile girarci attorno. Il diverso viene etichettato come delinquente, ci si gira dall’altra parte cercando di non vedere la realtà.

Orrori come questi  ci fanno capire ancora una volta che il futuro è veramente nelle nostre mani, nelle mani di noi giovani.

Quando ripetiamo che saranno l’educazione civica, la cultura e la bellezza a abbattere questa paura non è una frase retorica ma è la pura verità.

Italia culla delle civiltà e della solidarietà, non ti meriti proprio questo odio.

Stiamo aspettando la replica di chi si deve occupare della sicurezza di tutti noi, forse è troppo impegnato a giurare sul Vangelo o farci credere che il problema in Italia non è il razzismo, d’altronde il razzismo è un’invenzione della sinistra.

D’altronde è normale trasformare l’Italia nel far west, giustificarsi dopo sparatorie con “era per provare l’arma” o “non l’avevo visto”.

combattiamo queste ideologie, non torniamo al passato, studiamo e abbattiamo i pregiudizi ma sopratutto: non viviamo d’odio.

un abbraccio a Daisy, con la sicurezza che ci rappresenterà al meglio nelle prossime competizioni a venire.

L’Italia non è questa, è un grande paese con un grande popolo, e io sono fiera di appartenere e credere in un mondo migliore.