Elia Bonci

Elia Bonci

Classe 96, scrittore esordiente, ha pubblicato Diphylleia, un romanzo per combattere omofobia e discriminazione. Sta affrontando un percorso di transizione e racconta la sua storia su Instagram.

Pescara, nella notte tra sabato e domenica una coppia di turisti brasiliani è stata brutalmente aggredita con calci e pugni da un uomo. La loro unica colpa sembra essere quella di essersi tenuti per mano per le vie della città abruzzese durante la notte.

Trovo abominevole che ancora oggi, nell'epoca del progresso irrefrenabile in cui la cultura è alla portata di tutti, ci sia invece un vertiginoso regresso di valori e di sensibilità. E' stomachevole sapere che nel 2019 un uomo torna a casa con il volto tumefatto solo perché ha deciso di non nascondersi più, di non avere paura, di essere se stesso alla luce del sole.

Allora l'unica cosa che mi verrebbe da dire è bentornato medioevo, con quel clima di caccia alle streghe, allo straniero, all'omosessuale e al diverso in generale. Ma peggio ancora mi verrebbe da dire bentornata banalità del male, assenza di pensiero massificante che veicola le azioni dei singoli ai danni delle minoranze e di chi proprio non può difendersi.

Vedere il diverso come una minaccia alla propria persona e ai propri bisogni è un gravissimo problema che affonda le sue radici nella cultura dell'odio che si sta diffondendo in questo ultimo periodo.

L'Arci di Pescara ha prontamente denunciato il fatto gravoso alla stampa e alle autorità, offrendo inoltre sostegno sotto il punto di vista legale e sopratutto umano alle vittime della spiacevolissima vicenda.

Un brutto fatto questo che vede protagonista ancora una volta la nostra Italia, che sembra fare ogni giorno passi indietro e diventare un covo di odio e discriminazione dilagante da far quasi paura. La denuncia dei due ragazzi è una risposta importante che arriva dritta ai diretti interessati e non solo.

Il messaggio che vogliono mandare è forte e chiaro:

Non abbiamo paura e non smetteremo di amarci o di camminare a testa alta essendo orgogliosi di quello che siamo e di chi amiamo.

Non ci resta altro che sperare di poter dire presto arrivederci a questo Medioevo e dare il benvenuto alla vera civiltà.