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Di Paolo Di Falco

Domani 8 marzo si celebra la giornata internazionale della donna e tra le varie iniziative, oltre che al gentile omaggio di Trenitalia di una caramella a limone a tutte le passeggere che viaggiano sui treni Frecciarossa, i giovani della Lega Salvini Premier di Crotone hanno pensato di postare sul loro profilo Facebook un volantino in cui vi sono descritte tutte quelle cose che se dette/fatte offendono la dignità della donna. Idea nobile peccato che da questo volantino sembra uscir fuori l’immagine di una donna medievale. Per i giovani militanti della Lega ad offendere la dignità della donna sarebbe chi:

  • Promuove iniziative favorevoli alla vergognosa e ignominiosa pratica dell’utero in affitto.
  • Sostituisce i termini “mamma e papà” con “genitore 1 e genitore 2”.
  • Ritiene che la donna abbia bisogno di “quote rosa” per dimostrare il proprio valore.
  • Sostiene una cultura politica che rivendica una sempre più marcata e assoluta autodeterminazione della donna.
  • Contrasta il ruolo naturale della donna volto alla promozione e al sostegno della vita e della famiglia.
  • Strumentalizza la donna per finalità meramente ideologiche” al solo scopo “di fare la rivoluzione”.

Alla fine del volantino inoltre si dice che “la donna ha una grande missione sociale da compiere per il futuro e la sopravvivenza della nostra nazione”.

Crediamo che questo manifesto sia profondamente sessista. Un manifesto che sottintende alla donna la mera designazione di un determinato ruolo. Non vogliamo che proprio domani sia questo volantino a celebrare la donna e così proveremo a ribattere ognuna di queste affermazioni qui in seguito, rivolgendoci in particolar modo a quei nostri coetanei a Crotone che questo manifesto l’hanno scritto, sperando che ci comprendano.

  1. Innanzitutto la pratica di surrogazione di maternità o dell’utero in affitto viene pratica con il consenso della donna, quindi non si verifica nessuna forma di violenza che vada inficiare la sua dignità piuttosto sarebbe stato più coretto dire: “chi lotta contro la libertà di scelta della donna di fare del suo corpo ciò che vuole”.
  2. Riferendosi alla nomina di “genitore 1 e 2” si capisce chiaramente che vi sia un riferimento alle donne che scelgono di vivere insieme ad altre donne, si intende discriminare la loro convivenza perché secondo questi tradizionalisti una famiglia non può essere costituita da due donne, da due uomini, perché costoro non hanno ancora capito che l’amore non ha delle regole, leggi specifiche ma è libero, incondizionato, puro e può essere diretto anche in una persona del medesimo sesso. A nostro parere quindi sarebbe stato più coretto dire: “chi è contro le proposte di legge che sostengono che una donna non possa vivere con la sua compagna”.
  3. Per quanto riguarda la terza affermazione bisogna prima capire cosa sono le quote rosa: in passato dal Parlamento è stata approvata una legge che prevedeva che dal 2012 i Cda delle aziende pubbliche e quotate in borsa dovevano essere composte per un quinto da donne. Questa legge è stata necessaria perché nel campo lavorativo, dopo tutto quello che ha dovuto subire la donna nei secoli, ancora non aveva una pari possibilità lavorativa in una società che tendeva ad assumere atteggiamenti maschilisti nella pratica quotidiana quindi sarebbe stato più giusto scrivere: “chi non vuole che le donne abbiamo una retribuzione pari a quella degli uomini”.
  4. Successivamente hanno scritto che la donna non può prendere le sue scelte, non può decidere per sé ma deve sottostare sempre a una decisione presa da altri per il conto suo. Dopo secoli e secoli è giunto il momento di dire basta, a chi pensa che la donna non sia in grado di utilizzare la propria testa, a chi si crede “autorizzato” a decidere per una donna e quindi: “chi nega il diritto ad una donna di essere libera di decidere per sé come ogni altro essere umano”.
  5. Nella quinta frase di questo volantino viene affermato che i compiti della donna sono quelli di occuparsi della sua famiglia, essere una buona madre e limitarsi a questo, ma secondo quale principio una donna non può avere il diritto di farsi una carriera lavorativa? “chi pensa che la donna debba essere relegata alle occupazioni domestiche”.
  6. E infine vi è questa “strumentalizzazione” che senza dubbio c’è però credo che abbiamo sbagliato a esprimere il concetto: “chi strumentalizza la donna ricordando sulla propria pagina Facebook gli stupri fatti dagli exstracomunitari”. Forse si sono dimenticati che prima di condannare la persona bisogna condannare il gesto che è sbagliato in sé.

Detto questo speriamo vivamente che la giornata di domani non sia soltanto una giornata di commemorazione ma una giornata che possa risvegliare le coscienze di noi tutti, una giornata che possa incoraggiare le donne che subiscono violenze a non aspettare ma a denunciare. Una giornata che possa davvero dare un segno di cambiamento.

Per tutte le violenze consumate su di lei
per tutte le umiliazioni che ha subito
per il suo corpo che avete sfruttato
per la sua intelligenza che avete calpestato
per l’ignoranza in cui l’avete lasciata
per la libertà che le avete negato
per la bocca che le avete tappato
per le ali che le avete tagliato
per tutto questo
in piedi, Signori, davanti a una Donna.
William Shakespeare