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Di Dario Rocca

In questi giorni sta girando un discorso dove il Vicepremier e Capo Politico del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio dice:

“Prima di tutto per ora non abbiamo messo un euro nelle banche. Abbiamo solo dato una garanzia in caso di eventuali emissioni di titoli per evitare che succeda quello che è già accaduto con le venete e con Etruria dove azionisti e obbligazionisti hanno perso tutto. Se dovessimo usare quella garanzia o metterci soldi pubblici, la Banca Carige diventerà dello Stato senza fare regali a nessuno e senza che correntisti e obbligazionisti perdano nulla. È pieno di miei video del passato che dicevano una cosa molto semplice: se lo stato salva una banca, la banca diventa dello Stato. E così sarà se dovessimo intervenire.”

Tutto questo però non è assolutamente vero e vediamo perché in 3 semplici punti:

  1. Carige versa in una crisi di liquidità: Bankitalia dovrà iniettare liquidità nell’istituto di credito nei prossimi giorni. Quindi del denaro pubblico confluirà certamente nelle casse dell’istituto di credito
  2. “Se lo stato salva una banca essa diventa dello stato” dice Di Maio, quindi succederà esattamente come successo con MPS: con questo decreto per ora si è impedito il fallimento dell’istituto, ma se gli azionisti decideranno di non ricapitalizzare la Società sarà il Tesoro a doverlo farle, acquisendo la maggioranza delle azioni, e quindi il controllo fin quando non dovrà intervenire un altro istituto di credito (privato) per acquistare Carige dopo che lo stato avrà ripulito i conti vendendo poi la good bank ad un “prezzo di favore”
  3. I Correntisti sono assicurati dal Fondo di Tutela Interbancario per 100.000€ quindi i piccoli risparmiatori sarebbero in ogni caso tutelati, Di Maio parla di tutelare gli azionisti e gli obbligazionisti che potrebbero essere non solo piccoli risparmiatori ma anche grandi fondi speculativi quindi non sta salvando i risparmiatori inconsapevoli ma investitori consci dei rischi di poter perdere tutto e che in barba al rischio si verranno salvate dallo stato.

Caro Di Maio, io sono il primo ad essere d’accordo coi salvataggi per via delle ripercussioni che il fallimento di un singolo istituto di credito causerebbe sull’intero sistema bancario e poi sull’economia reale, ma parliamo tramite numeri e fatti, non tramite slogan senza senso.

Ci fa brutta figura lei.