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Di Maria Pappini

La recente proposta avanzata dal Ministro degli Interni e prontamente appoggiata dagli alleati dell’abolizione legale delle laurea e della non obbligatorietà nei concorsi pubblici si vanno ad inscrivere in quel processo di cancellazione della meritocrazia che questo governo porta avanti fin dalla nomina.

La proposta ha radici antiche: Salvini la inseriva sul sito della Lega (all’epoca ancora Nord) già nel 2013, sostenendo che le università del Nord fossero meglio di quelle Sud. La proposta dei 5 Stelle, invece, era già stata avanzata da Carlo Sibilla nel 2017.

Se da una parte, quindi, non sarebbe intellettualmente onesto non riconosce che la qualità dell’insegnamento del medesimo corso di laurea non è lo stesso in tutti gli atenei italiani, la proposta di Salvini è indubbiamente mossa dalle motivazioni più sbagliate. Non è etico né tanto meno saggio in una prospettiva di lungo periodo creare di fatto Università “di serie A” e Università “di serie B” sul modello di ciò che avviene, per esempio, negli Stati Uniti.

L’unica possibile risposta che una persona coerentemente di sinistra può dare di fronte al problema è, quindi, cercare di alzare il livello delle università meno competitive, anziché cercare di affossarle sempre più.

Per quanto riguarda la proposta dei 5 Stelle, allo stesso modo, va ad incentivare la mediocrità e fa trasparire ai più giovani il messaggio che fondamentalmente l’università sia inutile, anzichéun fondamentale step di crescita. La riforma Madia puntava all’eccellenza della Pubblica amministrazione, oggi il governo vuole solo distruggerla rischiando di lasciarla in mano a persone assolutamente incompetenti in materia.

Per questi motivi non possiamo che essere assolutamente contrari alla  proposta di Salvini e Sibillae soprattutto alle motivazioni che le muovono.

Noi giovani crediamo nella meritocrazia e nel riconoscimento delle competenze, ma non al prezzo di veder rimanere indietro una parte fondamentale del nostro Paese.

Caro Ministro, quindi, il nostro appello si può riassumere in #puntiamosulmerito, ma facciamolo davvero, in ogni ambito della vita pubblica. A lungo termine, il Paese che lei dice tanto di amare, non potrà che trarne benefici.