Millennials

Millennials

Leggi altri post di questo autore

Di Lorenza Ferraiuolo

“Napoli è una carta sporca e nessuno se ne importa” cantava Pino Daniele.

Chi pensa alla Campania pensa al cibo, alla musica, al profumo dei limoni di Marzo. Al sole giallo e al mare… verde. Perché la terra dei fuochi è anche lì: su un vecchio fondo blu.

Rifiuti tossici, rifiuti speciali, roghi per smaltirli: la terra di Roberto Saviano, la terra di chi si ammala senza mai sapere bene il perché.

La “Terra dei fuochi” apparve per la prima volta nel 2003, quando fu usata nel Rapporto Ecomafie di quell’anno curato da Legambiente.

L’abbandono e l’incenerimento illegale di rifiuti,  frutto sia dell’opera di privati cittadini sia delle organizzazioni mafiose radicate e non sul territorio, come Camorra e Mafia Capitale, è proprio ciò su cui è stata posta l’attenzione in questi giorni, e che ha aperto un nuovo scontro tra i due azionisti del governo (Lega e M5S). Inceneritori sì, inceneritori no?

Se in Lombardia, infatti, ci sono ben 13 termovalorizzatori, in Campania è attivo un unico impianto: quello di Acerra, che a metà gennaio andrà in manutenzione e lavorerà a ritmo ridotto, aggravando ulteriormente la già critica situazione di emergenza rifiuti campana.

Per Matteo Salvini, in visita a Napoli presso il Corriere del Mezzogiorno, è l’inizio di un disastro ambientale, per far fronte al quale, ci sarebbe bisogno di più inceneritori.

Per la precisione: “un termovalorizzatore per ogni provincia.” “Il Sindaco De Magistris non è d’accordo?! Mangi i rifiuti!”

Il suo intervento sul tema ha immediatamente suscitato una replica dell’altro vicepremier (peraltro napoletano) via Facebook: “Quando si viene in Campania e si parla di terra dei fuochi si dovrebbero tener presenti la storia e le difficoltà di questo popolo. La terra dei fuochi è un disastro legato ai rifiuti industriali (provenienti da tutta Italia) non a quelli domestici. Quindi gli inceneritori non c’entrano una beneamata ceppa.”

Dunque il vicepremier Di Maio crede che gli inceneritori siano degli impianti “vintage”. Ma cos’è il futuro per Di Maio? Siamo tutti in attesa di una sua riposta, e nel frattempo speriamo che non siano i condoni, i fanghi nei terreni agricoli o le chiusure domenicali dei negozi.

Gli inceneritori bruciano rifiuti che contengono sicuramente componenti organiche e composti del cloro, e dunque producono sempre diossina. Anzi, l’incenerimento dei rifiuti continua a essere la principale fonte di diossine sul nostro pianeta.

E la diossina, è solo uno degli inquinanti che compongono il mix di fumi emessi: chi vive nei pressi di un inceneritore è sensibilmente esposto ai tumori (e le statistiche al Sud parlano chiaro).

Solo le ecoballe (CDR-Combustibile Derivato dai Rifiuti), che devono rispondere a precise caratteristiche normative, possono essere bruciate negli inceneritori.

Inoltre, come continua a ribattere lo stesso Di Maio, la camorra ha investito sul business degli inceneritori. “Questo è il passato che non vogliamo più. Il futuro che vogliamo in tutta Europa è senza inceneritori e senza camorra.”

E i termovalorizzatori? Sebbene il termine sia diverso, il termovalorizzatore è quasi un modo “politico” perchiamare e addolcire l’idea dell’inceneritore. Ergo, l’impatto su salute e ambiente è il medesimo.

Inoltre gli inceneritori non sono nel “contratto di governo.”  E, paradosso, proprio Salvini è lo stesso che, in molte parti d’Italia manifestava dietro gli striscioni con su scritto “no inceneritori.”

Tanti gli schieramenti, le posizioni e le scissioni nella maggioranza. Tensioni in un governo già irrequieto.

Il Presidente della Camera Fico, ospite d’onore  all’anniversario della facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Ateneo Federiciano di via Pansini, ha respinto l’ipotesi dell’alleato di governo:” Questa città e questa terra hanno già sofferto troppo”. Ciò di cui c’è bisogno invece, sottolinea, per completare il ciclo dei rifiuti, “sono impianti di riciclaggio, e di riuso dei materiali”.Parole a cui, fanno eco quelle di Barbara Lezzi, Ministro per il Mezzogiorno, ed anche quelle di Sergio Costa, che twitta: quando il rifiuto viene bruciato, lo stato ha fallito.

Chi o cosa spegnerà le fiamme?

Intanto, oggi pomeriggio a Caserta si terrà il Consiglio dei ministri per firmare il protocollo d’intesa per azioni urgenti nella Terra dei fuochi.