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Di Ettore Tamà

Ebbene si, sentiremo parlare del caso Aquarius per giorni e giorni. Ma, è inutile negarlo, una parte degli Italiani bramavano da tempo una mossa del genere dal Governo. Bramavano, per l’appunto, perchè risucchiati nel vortice dell’odio e del razzismo nei confronti di chi è diverso, di chi fugge dalla guerra o dalle carestie, in una parola, di chi è più debole.

Quella parte degli Italiani che, si è dimenticata dei loro nonni o bisononni quando, nemmeno un secolo fa, facevano lunghe file e viaggi della speranza verso l’America, o verso il nord Europa. Italiani che, scappavano dalla povertà, dalla fame, dalla miseria. Italiani che, speravano in un futuro migliore, non tanto per loro ma, per i loro figli e figli dei loro figli. Peccato però, che, la maggior parte di loro non erano migranti “regolari”; certo, erano poveri, allo stremo, ma sicuramente sotto un punto di vista migliori degli Italiani di oggi perché almeno erano umani.

L’umanità e l’empatia che ieri sono mancate al Ministro degli Interni, Matteo Salvini. Due qualità che, evidentemente non conosce ma, sono presenti nel Vangelo sul quale ha giurato dal palco di Pontida. Certo, bisogna riconoscerle che la sua è stata un’ottima mossa elettorale ad urne aperte, ma non è facendo il muro contro muro con Malta, isola che, tanto per ricordarlo al lettore, fa 450mila abitanti e non 60 milioni come l’Italia che si trova una soluzione ad un problema grave come quello dei flussi migratori.

Non è sbattendo i pugni sul tavolo come i bambini quando fanno i capricci che si risolve la situazione, perché il tutto, è molto piu complesso. Chi non è miope, o non vuole far finta di non vedere, sa che il problema si deve risolvere dalla base.

E allora, mio caro Ministro Salvini, una proposta te la facciamo noi:

Nei prossimi mesi lavora seriamente per l’Italia. Si presenti in Europa e faccia in modo che continui quella battaglia iniziata da Matteo Renzi, i cui i fondi comunitari e la diplomazia vengano utilizzate in modo diverso rispetto a quanto visto fino ad ora. Impegnati su questa scaletta: Primo, concludere accordi trilaterali tra Europa, Italia e paese di origine del migrante, cooperando con loro, per la costituzione di piani di sviluppo economico e di progresso che, gli permettano di crescere economicamente. Secondo, una cooperazione internazionale tra ONU, UE, Italia e Libia, per la pacificazione del paese nord-africano, la ricostituzione delle istituzioni statali, ed un aiuto per la creazione di punti di raccolta, così che, il migrante, possa avere la possibilità di ricevere i documenti necessari per espatriare, senza essere una merce al soldo di scafisti e schiavisti. Terzo, che i fondi comunitari vengano utilizzati per velocizzare le procedure di identificazione e riconoscimento di chi ha diritto di asilo, ed allo stesso tempo siano azzerati i fondi comunitari a quegli Stati membri che non rispettino nè i trattati nè le quote di accoglienza.

Questa, per chi non lo sa, era la linea del Governo Renzi e poi di Gentiloni, troppo aulica per essere portata avanti da un Ministro che al Parlamento Europeo non si è quasi mai visto. A quanto pare però, il nostro Ministro, è molto bravo a giocare sulla pelle di 629 disperati bloccati in mezzo al Mediterraneo, con buona parte dell’opinione pubblica a fare il “tifo”, per le sue “scelte necessarie”, senza rendersi conto di aver perso quel briciolo di umanità che ci distingue dalle bestie.

Speriamo che in tempi brevi possa risolversi la questione e che quelle povere persone possano finalmente mettere piede a terra.