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Casi di corona virus per milione di abitanti negli Stati Uniti.

Trump, il leader scettico

Come abbiamo visto, i casi di coronavirus negli Stati Uniti, negli ultimi giorni, hanno registrato un aumento che ha portato la nazione in breve tempo in cima alla classifica. Cosa ha fatto il presidente, in tutto questo? È possibile notare un suo accentuato scetticismo nell’evidenziare il virus come un problema: già dal 22 gennaio, quando la nazione ha avuto il suo primo caso, ha affermato che “tutto era sotto controllo” e, ripetutamente, lo ha fatto anche scherzando quando i casi aumentavano ancora. “Col caldo andranno via miracolosamente, spero” - diceva - oppure dava la colpa ai governatori statali democratici, quando l’emergenza gli sembrava ancora lontana.

Ciò di cui, però, non era al corrente, era che l’emergenza si stava avvicinando molto più velocemente di quanto prevedeva. La prima volta che iniziava a prendere misure restrittive era il 17 marzo, consigliando a tutti gli americani di mettere in atto il “Social Distancing”. Eppure, ancora giovedì 26 marzo, con le sue affermazioni, affermava di “avere un tasso di mortalità legato al coronavirus molto più basso delle sue aspettative” sebbene quello fosse il giorno in cui si era raggiunto l’apice delle morti da quando il virus aveva trovato per la prima volta dimora all’interno del territorio statunitense.

Cosa porta il presidente a fare scelte del genere?

Perché non trovare una soluzione subito e invece limitarsi ad articolare frasi come “La cura non può essere peggiore del problema” o dare la colpa alla Cina? Semplice pensarlo – difficile stabilirlo – ma si può dire che la colpa è proprio sua. Lui è il primo a non accettare il fatto che esista questo problema e che esso stia diventando così velocemente così pericoloso. Inoltre, si nota che queste affermazioni sono molto imprudenti: non sono giustificabili ma è possibile trovare come motivazioni il fatto che gli Stati Uniti, come altre nazioni, non possano trovarsi in una situazione di lockdown completo, a meno che non vogliano far crollare la loro economia.

Le misure realmente messe in atto

Parlando di economia, il senato e la camera dei rappresentanti, dopo aver votato, sono riusciti a trovare un accordo per 2200 miliardi di dollari statunitensi, comprendente prestiti per grandi aziende e aiuti alle famiglie. Sarà possibile, per esempio, avere un assegno di 1200 dollari per ogni americano che sarà pagato direttamente dal governo. Inoltre, per quanto riguarda il Social Distancing, molti stati e città americane hanno adottato misure per lo stare in casa, per la chiusura delle scuole e per il rispetto della distanza di sicurezza di 6 piedi.

Esiste un colpevole oppure è necessario lavorare insieme per risolvere il problema?

La risposta più logica a questa domanda è, ovviamente, la seconda. Ma secondo Trump, nelle ultime settimane è stato opportuno, come abbiamo detto sopra, incolpare la Cina. Era solito utilizzare espressioni come “il virus cinese”.

È possibile notare, però, come le sue idee cambino: durante l’ultimo meeting con il presidente cinese Xi – il 27 marzo, infatti, ha scritto su Twitter di come la Cina e gli Stati Uniti fossero insieme al lavoro per trovare una soluzione.

Trump sale in ogni circostanza

Sebbene sia stato constatato che la gestione di Trump della situazione coronavirus sia mal organizzata e non prudente, il suo rateo di approvazione continua a salire, aggirandosi attorno al 52% rispetto al precedente 41%. Ciò è dovuto dal fatto che Trump può contare di un costante supporto da parte dei suoi sostenitori. Aggiunto al fatto che, in media, ogni volta che gli Stati Uniti si trovano in una situazione di emergenza il rateo di approvazione del presidente sale, si viene a creare questa situazione. Tuttavia, negli ultimi 3 giorni, come da grafico sottostante, si nota un leggero calo.

Dopo quest’analisi, sorge una domanda spontanea: usciranno, continuando a mantenere una politica così intricata, da questa emergenza? La risposta è affermativa, ma saranno necessari grandi sforzi dalla loro parte.

Lennard Pische

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