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L’inizio dell’epidemia in Giappone

All’inizio dell’epidemia, prima ancora che il virus arrivasse in Italia, il Giappone era uno dei paesi più colpiti dal Coronavirus, ma in pochi giorni la situazione tornò  alla normalità, infatti il numero di nuovi contagi restò molto basso. Le uniche precauzioni prese furono la chiusura delle scuole e la sospensione dei concerti. Non vennero mai fatti molti tamponi; circa 80 ogni milione di abitanti, contro i nostri 2.500 (dati del 12 marzo). Questa carenza di test ha come conseguenza un numero basso di positivi accertati. L’ipotesi di questo atteggiamento era di presentare una situazione migliore di quella reale per non compromettere la possibilità di svolgere regolarmente le Olimpiadi della prossima estate, questa però resta solo un’ipotesi.

La proclamazione dello stato d’emergenza

Annullate ufficialmente le Olimpiadi, i nuovi contagi nel “ Paese del Sol Levante” iniziano notevolmente a salire, come anche le pressioni sul premier Abe che è sempre stato titubante sull’imporre il lock-down a causa delle possibili conseguenze economiche. Il 7 aprile il primo ministro cede e proclama lo stato d’emergenza con scadenza il 6 maggio. Il governo ha previsto un lockdown in 7 prefetture. Il problema è che in Giappone non si possono imporre limiti alla mobilità delle persone, perché sarebbe un atto incostituzionale. Quindi i governatori di queste 7 aree si potranno limitare ad invitare la popolazione a restare a casa e si dovranno affidare al buonsenso dei loro cittadini. Ecco perché è considerato una quarantena “lite”. I vari presidenti delle prefetture stanno cercando di sensibilizzare i cittadini con varie iniziative che spieghino bene la situazione e i comportamenti da tenere; inoltre per cercare di arginare ogni tipo di violazione al lock-down è stata annunciata la pubblicazione, sul sito del municipio di ogni città, la lista dei nomi di coloro che violeranno la quarantena.

Che fine ha fatto Avigan?

Arriviamo ad oggi, dopo una settimana dalla proclamazione dello stato d’emergenza,  secondo i dati forniti dall’OMS in Giappone ci sarebbero 7.370 positivi e ogni settimana il numero rischia di raddoppiare. Ma non era stato trovato il farmaco miracoloso adatto per combattere il virus? A quanto pare no. Infatti il fatidico farmaco non è mai stato autorizzato per l’utilizzo contro il COVID-19, ma solo per sindromi influenzali nel 2014. Il farmaco inoltre è stato sottoposto a solo 80 pazienti affetti dal virus, ma nella prima fase della malattia, quella in cui tre quarti dei contagiati guarisce da solo. Per adesso l’Avigan non è mai stato somministrato a nessun paziente grave quindi non è affermabile in nessun modo che abbia effetti positivi sul coronavirus.

Il danno economico

Ultimo fattore da tenere in considerazione di tutta questa situazione, è quello economico. Purtroppo molte aziende non chiuderemo e gran parte della popolazione tornerà sui treni affollati e si dirigerà verso i loro uffici, dove avranno stretti contatti con i clienti e i colleghi. Lo faranno perché il governo centrale sta fornendo una compensazione finanziaria scarsa o nulla per circa il 70-80% della popolazione, che perderebbe il lavoro se restasse a casa. Senza incentivi finanziari e pochissimi risparmi - il 20% delle famiglie Giapponesi non ha alcun risparmio - non andare al lavoro non è un’opzione.Gli scarsi incentivi economici sono dovuti alla più grande crisi finanziare che il paese sta affrontando dal secondo dopo guerra. Nel 2019 il pil è sceso del 6,3%. Quindi questa situazione non rende possibili grandi incentivi statali alle aziende e alle persone costrette a trovare una soluzione alternativa. Ci si aspetta di raggiungere il picco entro due settimane per poi procedere con un graduale ritorno alla normalità. Per adesso la situazione tende solo a peggiorare e sembrerebbe fin troppo ottimistico un lockdown di sole 3 settimane, quando in Cina ci sono voluti 3 mesi e in Italia ancora non è finita.

Francesco Ceroni

Immagine copertina: https://www.nytimes.com/2020/02/29/world/asia/japan-elderly-coronavirus.html

Immagine 1:  https://www.repubblica.it/economia/2018/12/14/news/borsa_14_dicembre_2018-214238870/