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Che cos’è l’OMS?

L’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), in inglese World Health Organization (WHO), è entrata in vigore il 7 aprile 1948, ed è l’agenzia speciale dell’ONU(Organizzazione Nazioni Unite) per la salute, che ha sede a Ginevra. Martedì si è infatti celebrato il 72º anniversario dalla sua apertura. Il suo compito è quello di assicurare a tutte le popolazione il raggiungimento del più alto livello possibile di salute come condizione di benessere fisico, mentale e sociale.

Coronavirus: è una pandemia

È l’11 marzo, quando viene lanciata la bomba della verità sul Coronavirus, su cosa realmente sia il virus, che molti politici, e non solo, avevano dato per scontato. Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’OMS, annuncia, tramite conferenza stampa e via Twitter, che il Coronavirus, il quale sarebbe dovuto essere “solo una piccola influenza”, è in realtà una pandemia. Molti di voi si saranno chiesti, quasi sicuramente, cos’è una pandemia?

Una pandemia, dal greco ‘tutto il popolo’, è una malattia epidemica che, diffondendosi rapidamente, si espande in vaste aree su scala mondiale. L’OMS, con testuali parole, ha dichiarato che: “ Una pandemia è un nuovo virus che si diffonde, contro il quale la maggioranza degli uomini non ha difese immunitarie”. L’OMS ha affermato tutto questo, perché la diffusione dei contagi è in aumento, giorno dopo giorno, in ogni continente a eccezione dell’Antartide; infatti i paesi colpiti, ad oggi, sono circa 113 su un totale di 193, specialmente nell’emisfero Nord. Inoltre anche perché, vi erano ancora molti paesi che non avevano adottato delle misure precauzionali, nonostante gli avvisi.

Come possiamo sconfiggerlo?

Non ci dobbiamo lasciare condizionare dalle statistiche perché possiamo cambiare il percorso del Coronavirus, afferma il direttore Ghebreyesus,  ciò che conta maggiormente in questa emergenza sono le nostre azioni. Per poter sconfiggere il coronavirus però, dobbiamo soprattutto salvaguardare gli operatori sanitari, visto che l’OMS continua a ricevere segnalazioni da tutto il mondo di un gran numero di infezioni tra gli operatori sanitari. Un vaccino contro il virus è ancora lontano, ci vorranno all’incirca 12-18 mesi, in ogni caso nel frattempo servono cure e terapie e non bisogna utilizzare terapie non comprovate, poiché non esistono scorciatoie.

Trump contro l’OMS

Proprio in questi giorni, il presidente Trump si è scagliato contro l’OMS, minacciando di sospendere i finanziamenti, dicendo che l’organizzazione, al principio, non ha gestito bene l’emergenza, lasciandola solamente nelle mani della Cina, e accusandola di essere ‘molto filo cinese’. Ma il POTUS(President of the United States) ha ragione o no? L’OMS ha da sempre dichiarato che il Covid-19 fosse un’emergenza globale, vista la sua rapidità a diffondersi, consigliando ai paesi di prendere precauzioni per limitare il contagio, chiudendo, per esempio, i voli da e verso la Cina. Ma gli Stati Uniti, dal canto loro, li hanno solamente limitati concentrandoli in alcuni aeroporti, quindi chiunque era libero di arrivare dalla Cina. Proprio per questa mancanza di provvedimenti, tuttavia non solo da parte degli Stati Uniti, l’11 marzo, l’organizzazione è stata costretta a dichiarare la pandemia. La Cina sta sicuramente cercando di aumentare la propria influenza sulle organizzazioni internazionali, ma i suoi contributi all’OMS sono molto ridotti rispetto a quelli degli Stati Uniti, infatti una sospensione dei finanziamenti porterebbe a delle conseguenze molto pesanti, visto che nel 2019 gli Stati Uniti, hanno contribuito circa al 10 per cento dei finanziamenti totali.

Conclusioni

Alla luce di tutto questo, possiamo capire che il ruolo dell’OMS, in questa emergenza sanitaria, è un ruolo fondamentale; tuttavia le grandi potenze non dovrebbero pensare al potere e a rinfacciarsi su chi abbia sbagliato o meno, perché ad oggi l’unica cosa importante è sconfiggere il Coronavirus e  se vogliamo farlo sul serio dobbiamo farlo insieme. Come disse Enrico Berlinguer, in un’intervista del 1981: “Ci si salva e si va avanti se si agisce insieme e non solo uno per uno”.

Sofia Xie