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Di Giorgio Sciara

Da settimane la protesta dei Gilets Jaunes (gilet gialli) sta dilagando in Francia, la capitale è devastata da giorni di lotte e le campagne sono prese d’assalto da orde di ribelli che ergendosi a rivoluzionari 2.0 chiedono lo stravolgimento della Francia in una oclocrazia.

L’aumento delle tasse sul gasolio imposto da Macron per incentivare l’acquisto di auto ecologiche e poco inquinanti è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso; il ceto medio, che non può permettersi spese troppo gravose, lo vede come un’ulteriore segnale di distacco tra loro e la classe governante. Da qui parte la protesta che infuoca la Francia ormai da quasi tre settimane, e che ha coinvolto la capitale Parigi in tre cortei nell’arco di una settimana, risultati devastanti per la città.

Dopo il perdurare della rivolta Macron ha affermato che discuterà col popolo francese l’aumento delle tasse posticipandolo, ma non annullandolo, mentre il Primo Ministro Édouard Philippe sta discutendo con i delegati dei Gilets Juanes le richieste del movimento, arrivando però ad un nulla di fatto. Questo è dovuto fondamentalmente all’insensatezza di alcune richieste: da qualche giorno gira sul web un ipotetico “programma ufficiale” che, se confermato, conterrebbe alcune proposte che farebbero regredire la Francia economicamente e socialmente.

I punti sono divisi in quattro categorie:

  • Economia-lavoro, i cui provvedimenti sono mirati ad imporre un tetto massimo alle tasse, assumere più personale nella sanità e nell’istruzione, aumentare il salario minimo e le pensioni, rendere più piccole le banche in modo da evitare grandi crisi finanziare ed ultimo, ma è forse la richiesta più assurda, annullare il debito pubblico (se ci avessimo pensato pure noi ci saremmo risparmiati mesi di discussione sulla manovra economica).
  • Politica, in cui si chiede di riscrivere la costituzione dando più peso al popolo e d’introdurre i referendum d’iniziativa popolare, vietare alle lobby d’influenzare la politica (qui emerge l’anima complottista del movimento), uscire dall’UE, combattere l’evasione fiscale, vietare le privatizzazioni e ritirare gli autovelox e le multe con telecamere (in pratica vogliono rendere la Francia una zona franca dove ognuno fa un po’ quel che gli pare), eliminazione dell’ingerenza statale nella scuola, nella sanità, nell’educazione e nella famiglia.
  • Geopolitica, si mira ad isolare la Francia dal panorama globale con l’uscita dalla NATO, la cessazione di tutte le missioni in cui sono coinvolti militari, l’impedimento degli sbarchi e il rispetto scrupoloso dei trattati internazionali.
  • Sanità-ambiente, le proposte principali sono il divieto della produzione e dell’utilizzo della plastica, la diminuzione dell’influenza delle case farmaceutiche negli ospedali e un generale controllo della sanità, il divieto di prodotti OGM e dei pesticidi cancerogeni e la reindustrializzazione per evitare l’importazione (una misura che secondo loro limiterà l’inquinamento ma che in realtà lo farà aumentare a dismisura).

Leggendo i punti si comprende come molte di queste proposte siano irrealizzabili ed è per questo che il Governo fa fatica a trovare un accordo. C’è chi vorrebbe che i gilet gialli arrivassero anche in Italia ma questo non avverrà mai per due motivi: il primo è dovuto al M5S che ha da tempo incanalato la rabbia delle classi meno ambienti, e dalla differenza che c’è tra francesi ed italiani, infatti i francesi hanno il coraggio di lottare, anche se per un motivo sbagliato, mentre gli italiani si lasciano coinvolgere passivi dalle politiche scellerate che questo Governo sta attuando, allora il compito di un opposizione seria è quello di coinvolgere il popolo e riuscire a fargli comprendere la realtà.