Davanti ai nostri occhi ormai da molti giorni si sta sviluppando la crisi del Governo del Cambiamento . Una crisi innescata dal Ministro Matteo Salvini dopo la votazione sulla Tav . Egli è forte dei sondaggi, ha usato il no all'opera da parte del Movimento 5 stelle come pretesto per operare della crisi . Nei giorni successivi molte sono state le proposte, gli appelli per anticipare e rimandare le elezioni. Uno scenario alquanto complesso si staglia dinnanzi ai nostri occhi e così noi Milennials, per rendere più accessibile a tutti quanto avviene nella scena politica, vi aggiorneremo costantemente.

Tra il 13 e il 14 agosto molti dubbi saranno sciolti grazie agli incontri del Senato prima, della Camera poi. Tema predominante, come ovvio che sia, quando è per votare cosa sarà opportuno convocare senatori e deputati . Tante le ipotesi, tanti le possibilità scenari.

Obiettivi concreti, richieste perseguibili e desideri difficilmente realizzabili sono sempre più protagonisti di uno scenario, quello politico italiano, ben più complesso di quel che potrebbe sembrare. Si comincia oggi , ore 18 , quando al Senato verrà compiuto il primo passo della stesura del “calendario della crisi” . L'oggetto della votazione sarà il giorno in cui il premier Conte dovrà presentarsi per fornire il quadro generale , scaturito dallo strappo leghista. Questa prima votazione suggerirà anche i tempi in cui si terranno le altre a venire.

Ieri Lega, Pd e M5s hanno fatto le loro considerazioni:

  • Salvini continua ad esigere tempi brevi, caduta del governo e nuove elezioni ;
  • Zingaretti propone un Governo Istituzionale fino al 2023 ;
  • Renzi teme per i conti del Paese e propone un Governo Istituzionale per evitare l'offerta dell'Iva dal 22 al 25% e voto a marzo ;
  • Di Maio , infine, ha avuto priorità la votazione del taglio dei parlamentari e, di conseguenza, apre a tempi decisamente più lunghi di quelli richiesti dalla Lega .

Le svolte che ne sono seguite nelle ore successive sono determinate, appunto, gli eventi odierni.

In attesa dell'esito dell'incontro delle 18 è possibile delineare due fazioni pronte a darsi battaglia. Da un lato Lega, Fratelli d'Italia e Forza Italia, con gli obiettivi precedentemente citati e con una disponibilità potenziale di voti pari a 136. Dall'altro Pd, M5s e altri partiti di minoranza, l'intenzione di aderire a soluzioni alternative, non ne condividono ancora la natura. Questa spaccatura potrebbe gravare sui 159 voti necessari a disposizione. Seguiranno in tempo reale gli aggiornamenti.

Aggiornamento 17:40

E' terminata la conferenza stampa in senato, nella sala dei caduti di Nassiriya indetta dal senatore Matteo Renzi in cui ha voluto precisare la linea da lui lanciata l'11 agosto dalle colonne del Corriere della Sera. Prima del voto, in diretta su La 7 ha ribadito innanzitutto il pericolo economico se l'Iva arrivasse al 25%. Riguardo ai possibili accordi con il Movimento 5 Stelle ha ribadito:

" Io dovrei votare allo stesso modo di chi ha fatto il segno delle manette ai mie genitori. Una vicenda che mi tocca tanto dal lato umano ma l'Italia è in crisi e le questioni istituzionali vengono prima di quelle personali"

Aggiornamento 18:00

Prima del voto in Senato il ministro dell'Interno Matteo Salvini ha preannunciato che non annuncerà il ritiro dai ministri dal governo, una possibilità che era stata presa in considerazione nei giorni scorsi. Questa decisione potrà avere diverse ripercussioni sulla crisi. Durante la seduta odierna inoltre interverrà lo stesso Matteo Salvini.

Aggiornamento 18:15

In senato sono già intervenuti, a proposito della votazione sulla mozione di sfiducia al presidente del consiglio Giuseppe Conte, il capogruppo in senato della Lega Massimiliano Romeo, il sen. Ignazio La Russa per Fratelli d'Italia e infine la senatrice Anna Maria Bernini per Forza italia. I tre concordano sul fatto che si debba votare subito la mozione, probabilmente la coalizione di centrodestra è stata ricompattata in vista delle elezioni.

Aggiornamento 18:20

Interviene il ministro dell'Interno Matteo Salvini e apre al vicepremier Luigi Di Maio, capo politico del Movimento 5 Stelle:"Tagliamo per la prima volta 345 parlamentari e poi il giorno dopo si va al voto". Prosegue con un attacco al sen. Matteo Renzi  riguardante le possibili elezioni e infine conclude il suo intervento citando una frase del magistrato Paolo Borsellino, assassinato da Cosa Nostra il 19 luglio 1992:

"Chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola"

Aggiornamento 19:00

Interviene il sen. Stefano Patuanelli del Movimento 5 Stelle e in merito alla riforma costituzionale sul taglio di 345 parlamentari  chiede al senatore della Lega Massimiliano Romeo di ritirare la mozione di sfiducia al presidente del consiglio Giuseppe Conte.

Aggiornamento 19:10

Vengono votate le mozioni presentate dalla Lega, da Fratelli d'Italia e da Forza Italia e vengono respinte. In particolare la mozione della Lega, appena respinta, chiedeva di votare la mozione di sfiducia al presidente Conte domani alle 16:00. Il ministro dell'interno non era presente in aula al momento delle votazioni. Quindi il tutto è rimandato alla prossima seduta in senato il 20 agosto.

Aggiornamento 19:20

Il vicepremier Luigi Di Maio dal suo profilo facebook dice di essere contento per l'apertura della Lega sul taglio dei parlamentari:

"Tagliamo 345 parlamentari e contestualmente dimezziamo anche gli stipendi di deputati e senatori.
Facciamolo subito. In ufficio di presidenza della Camera abbiamo ancora la maggioranza, non serve neanche convocare le Camere. Bastano un paio d’ore e buona volontà. 20 deputati."

Inoltre accenna anche alle sue preoccupazioni riguardo l'aumento dell'Iva e infine ribadisce che il Movimento 5 Stelle è sempre pronto ad andare al voto.

Aggiornamento 21:00

In serata la conferenza dei capigruppo della Camera ha calendarizzato per il 22 agosto di mattina la discussione in commissione della riforma costituzionale del  taglio dei parlamentari e il 22 di pomeriggio nell'aula di Montecitorio. Quindi il premier Conte si presenterà  nell'aula di Palazzo Madama martedì 20 agosto alle 15  per svolgere le sue comunicazioni e il giorno successivo sarà alla Camera dei deputati.

Aggiornamento 21:40

Il vicepremier Luigi di Maio con un post su facebook dichiara che:

"La Lega dopo aver detto sì al taglio dei parlamentari non ha perso 5 minuti di tempo per aggiungere che sfiducerà Giuseppe Conte.                                 Questa è la mossa della disperazione, si sono infilati in un vicolo cieco"

Continua dicendo che quando viene sfiduciato un governo, si paralizza anche l’attività parlamentare e si cancellano i calendari. Dunque, se la Lega sfiducia Conte il 20 agosto non può tagliare i parlamentari due giorni dopo.

Riflessioni sulla giornata politica di oggi

Il colpo di scena di oggi è stata l'apertura del vicepremier Matteo Salvini al Movimento 5 Stelle sul taglio dei parlamentari. Con questa mossa oltre ad aver spiazzato quasi tutti è riuscito ad uscire "dall'angolo". Però vi è da dire che la Lega non ha ritirato la mozione di sfiducia al premier Conte e la linea di Matteo Salvini

"la Lega voterà per anticipare il voto sul taglio dei parlamentari, 345 in meno la settimana prossima, e poi si va immediatamente a votare"

non è poi così facile da realizzare e il perché lo spiega il professor Francesco Clementi, docente di diritto comparato all'università di Perugia sul sito del corriere della sera «La riduzione dei parlamentari ha tempi molto più lunghi di quelli detti. Bisogna rifare i collegi (2-3 mesi) e celebrare l’eventuale referendum (3 mesi). Tempi necessari? Almeno fino ad aprile-giugno 2020. Se nel frattempo vengono sciolte le Camere, cosa accade? Se il testo approvato non ha esaurito tutte le sue potenzialità...non si può applicare, a maggior ragione nella successiva legislatura. L’art. 138 della Costituzione non è aggirabile». Anche l'alleato di governo dopo un post in cui festeggiava con euforia la riforma costituzionale ora appare perplesso. Un'altra cosa da non sottovalutare è il tabellone delle votazioni che mostra due poli contrapposti:

  • Da un lato il centrodestra(Lega, Forza Italia e Fratelli d'Italia) ricompattato;
  • Dall'altro il voto del Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Liberi e Uguali e altri (possibile maggioranza alternativa) che ha rinviato la discussione sulla mozione di sfiducia a Conte.

Inoltre è importante ricordare che il governo ufficialmente non è ancora caduto quindi i ministri sono ancora in carica e come ricorda il segretario del Partito Democratico Nicola Zingaretti, da ormai 12 giorni la Open Arms attende di far sbarcare le sue 151 persone a bordo. Non è la sola ad attendere infatti insieme alle persone a bordo della Ocean Viking, la nave di Sos Mediterranèe e Msf, sono 501 le persone soccorse che attendono un porto sicuro in cui sbarcare.

15 Agosto

Aggiornamento 14:00

La crisi di governo non ci dà tregua neanche a ferragosto. Ieri il Tar ha disposto la sospensione del divieto d'ingresso in acque italiane delle Open Arms per consentire il soccorso dei migranti. Il ministro dell'interno Matteo Salvini non ci sta e così oltre ad annunciare il ricorso urgente al Consiglio di Stato, pensa a un provvedimento di interdizione. Provvedimento che la ministra della Difesa Elisabetta Trenta insieme al ministro delle Infrastrutture e i Trasporti, Danilo Toninelli non ha firmato.

Sempre nella giornata di ieri il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte aveva inviato una lettera ai ministri Salvini, Toninelli e Trenta per chiedere di far scendere i minori adempiendo alla sollecitazione giunta tre giorni fa del Tribunale dei minori di Palermo.

Non finisce qui perché il Premier ha deciso di intervenire pubblicando sulla sua pagina facebook una lettera aperta al ministro Salvini:

"Ti ho scritto ier l'altro una comunicazione formale [...]Con mia enorme sorpresa ieri hai riassunto questa mia posizione attribuendomi, genericamente, la volontà di far sbarcare i migranti a bordo. Comprendo la tua fedele e ossessiva concentrazione nell'affrontare il tema dell'immigrazione riducendolo alla formula "porti chiusi". Sei un leader politico e sei legittimamente proteso a incrementare costantemente i tuoi consensi. Ma parlare come Ministro dell'Interno e alterare una chiara posizione del tuo Presidente del Consiglio, scritta nera su bianco, è questione diversa. E' un chiaro esempio di sleale collaborazione, l'ennesima a dire il vero, che non posso accettare"

Il Presidente del Consiglio continua dicendo che la strada da intraprendere è quella della collaborazione con l'Unione Europea altrimenti "l'Italia si ritroverà completamente isolata". Inoltre sulla vicenda Open Arms dice di aver ricevuto l'ok per la redistribuzione dei migranti a bordo dalla Francia, Germania, Romania, Portogallo, Spagna e Lussemburgo. Il post si conclude con le seguenti parole:

"La tua foga politica e l’ansia di comunicare, tuttavia, ti hanno indotto spesso a operare “slabbrature istituzionali”, che a tratti sono diventati veri e propri “strappi istituzionali”. [...]
Il consenso politico a cui ogni leader politico aspira si nutre della fiducia degli elettori. Ma se non alimentiamo la fiducia dei cittadini nelle istituzioni pubbliche si crea un cortocircuito e alla fine prevalgono rabbia e disaffezione. Dobbiamo tutti operare per riconoscere piena dignità alle istituzioni che rappresentiamo, nel segno della leale collaborazione.
Hai alle spalle e davanti una lunga carriera politica. Molti l’associano al potere. Io l’associo a una enorme responsabilità."

Aggiornamento 15:00

La risposta del Ministro dell'Interno non si fa attendere e così anche lui con un altro post su facebook dopo aver citato una sfilza di dati che riguardano il suo operato da ministro dell'Interno ribadisce con fermezza:

"Con me i porti sono e rimarranno CHIUSI ai trafficanti e ai loro complici stranieri.
Ed è chiaro che, senza questa fermezza, l’Unione Europea non avrebbe mai mosso un dito, lasciando l’Italia e gli Italiani soli come ha fatto negli anni dei governi di Renzi e del Pd."

Aggiornamento 17:30

Anche il vicepremier Luigi Di Maio in questo ferragosto prende la parola e con un altro post su facebook attacca Matteo Salvini per aver fatto cadere il governo e aver portato l'Italia all'attuale situazione:

"C’era un contratto, lui lo ha strappato. Non solo: adesso ha chiesto anche di sfiduciare il governo stesso di cui fa ancora parte, visto che non si è dimesso. Anche su questo, giorni fa aveva tuonato “siamo pronti a dimetterci tutti, vedrete...”. Sono passati 5 giorni ma stanno ancora tutti lì attaccati alla poltrona... Deve far comodo, evidentemente, avere l’auto blu e i voli di Stato mentre si fa campagna elettorale nelle spiagge!
Ha fatto tutto da solo, per tornare dopo nemmeno 24 ore nelle braccia di Berlusconi. Ora è pentito, ma ormai la frittata è fatta. Ognuno è artefice del proprio destino. Buona fortuna!"

Successivamente si schiera a fianco del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte contro la mozione di sfiducia che si voterà giorno 20 agosto.

20 Agosto

Oggi si deciderà il futuro della nostra cara Italia. Nei giorni scorsi lo stato maggiore dei grillini( Beppe Grillo, Luigi Di Maio, Davide Casaleggio, Roberto Fico, Alessandro Di Battista, Paola Taverna, Francesco D'Uva e Stefano Patuanelli) riunitisi nella villa di Grillo a Bibbona hanno chiuso ad ogni possibile retromarcia con la Lega. Scrive infatti Di Maio sulla sua pagina facebook:

La verità è che un governo c’era, era forte e quel qualcuno l’ha buttato giù per rincorrere i sondaggi.
Mentre i ministri MoVimento 5 Stelle erano al lavoro, lui era in spiaggia a pensare come fregare tutti.
Questi sono i fatti.

Se i grillini chiudono alla possibilità di ogni accordo, Salvini che non si aspettava al momento di rottura una possibile maggioranza alternativa composta da Pd e M5S, dal palco della festa della Lega di Marina di Massa dice ai suoi:

"Tenete il telefono acceso perché se ci sarà da scendere in piazza per difendere la democrazia, lo faremo tutti insieme"

Dall'altra parte l'ex premier Romano Rodi apre ad un governo Ursula, cioè sostenuto dai partiti che hanno votato il presidente della commissione Ue: Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Forza italia. Il segretario del Pd, Nicola Zingaretti invece preferisce non sbilanciarsi. Questo lo scenario prima del discorso delle 15:00 del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

Aggiornamento 16:00

Il Presidente Del Consiglio inizia il suo discorso con l'obbiettivo di far chiarezza sulla crisi di governo aperta dal Ministro Dell'Interno l'8 agosto. Aprire in questo periodo una crisi di governo per il Premier è "oggettivamente grave" per vari motivi: l'interruzione dell'opera del governo( che vìola il contratto di governo che la Lega ha sottoscritto in accordo con il Movimento 5 Stelle), il rischio di un esercizio finanziario provvisorio con l'annessa difficoltà a contrastare l'aumento dell'Iva e infine lo scenario europeo, dato che in questi giorni si stanno per concludere le trattative per le nomine europee.

"Il Ministro dell'Interno ha mostrato di inseguire interessi personali e di partito, quanto si rappresentano le istituzioni si dovrebbero filtrare gli interessi personali alla luce degli interessi generali"

Il Premier prosegue il suo attacco a Matteo Salvini dicendo che le scelte del Ministro Dell'Interno rivelano una "grave carenza di cultura istituzionale " e inoltre rivolgendosi direttamente all'interessato dice:

"Caro Matteo, promuovendo questa crisi ti sei assunto una grande responsabilità: Hai invocato pieni poteri e recentemente le piazze a tuo sostegno. Questa tua concezione mi preoccupa perché le crisi di governo si affrontano in parlamento e non nelle piazze"

Durante il discorso accenna anche alla vicenda sui finanziamenti russi che ha coinvolto la Lega, una vicenda che "merita di essere chiarita" e ancora personalmente si sente di aggiungere:

"Chi ha compiti di responsabilità dovrebbe evitare durante i comizi di accostare agli slogan politici i simboli di religione. Sono episodi di incoscienza religiosa che rischiano di offendere i credenti e di oscurare il principio di laicità dello Stato"

Poi prosegue elencando cosa c'è ancora da fare e infine il Presidente Del Consiglio Giuseppe Conte comunica la sua decisione di rassegnare le dimissioni nelle mani del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Aggiornamento 16:30

Matteo Salvini dai banchi della Lega replica al Presidente del Consiglio e traccia il suo "ipotetico" disegno contro le previsioni dell'Istat per l'Italia 2050. Nella parte iniziale del suo intervento attacca il Premier:

"Mi spiace che lei mi abbia dovuto sopportare per un anno, bastava un Saviano, un Travaglio, un Renzi per questi insulti non il Presidente del Consiglio"

Dopo una serie di attacchi, invocazioni alla protezione del Cuore di Maria, citazioni in latino ( Omnia vincit Amor) insiste ad aprire al Movimento 5 Stelle sulla riforma costituzionale sul taglio dei parlamentari.

Aggiornamento 16:40

Prende la parola il senatore Matteo Renzi che costata come l'esperimento populista funziona in campagna elettorale ma non quando si tratta di governare. E poi, a differenza di Salvini che pensa al futuro, si riferisce al presente e in particolare al clima d'odio che regna da ormai molti mesi in Italia.

"Come fate a non essere sorpresi quando un cittadino di colore non può entrare nelle spiagge del nord est per il clima d'odio che si è creato"

Attenzionando sempre il presente si appella al ministro per lo sbarco della Open Arms. E inoltre il senatore Renzi ribadisce che per evitare l'aumento dell'Iva che porterebbe una crisi dei consumi dice di essere disposto, in nome della responsabilità, in futuro  a votare insieme al Movimento 5 Stelle.

Aggiornamento 21:00

La Lega con un ultimo sussulto ritira la mozione di sfiducia nei confronti del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ma ormai non ci sono più speranze di un passo indietro, davvero impensabile e impresentabile. Su questa scia si colloca anche la replica di Conte:

"La Lega ha presentato una mozione di sfiducia, ne ha chiesto l'immediata calendarizzazione. Ora apprendo da un'agenzia che sarebbe stata ritirata. Ma l'amore per le istituzioni, che è l'amore per i cittadini, ci dice che abbiamo il dovere della trasparenza. Io apprezzo la linearità d'azione e prendo atto che il leader della Lega, che è in Aula tornato e per questo lo ringrazio, ha avuto poco coraggio. Se c'è mancanza di coraggio, non vi preoccupate, me ne assumo io la responsabilità io davanti al Paese"

La seduta è stata poi sospesa e il Premier si è recato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per rassegnare le sue dimissioni. La crisi è ormai stata avviata e non si torna indietro e infatti cominceranno nella giornata di domani, mercoledì 21 agosto, le consultazioni al Quirinale. A partire dalle ore 16:00 il presidente della Repubblica  incontrerà i presidenti dei due rami del Parlamento e via via i leader politici e le altre cariche dello Stato. Come rende noto l'ufficio stampa del Quirinale ecco il calendario delle Consultazioni.

21 Agosto

Ieri abbiamo assistito a un'intensa giornata politica conclusasi con le dimissioni del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Da oggi pomeriggio al via le consultazioni al Quirinale e successivamente le possibili ipotesi sono quattro:

-Governo Elettorale: constatata la rottura tra la Lega e il Movimento 5 Stelle e anche l'impossibilità di dare vita ad una maggioranza alternativa una soluzione potrebbe essere un governo di garanzia formato da tecnici per accompagnare il Paese al voto tra la fine di ottobre e i primi di novembre;

-Governo Giallorosso: potrebbe concretizzarsi l'alleanza tra il M5S e il Partito Democratico, sancita da un patto di governo, fino alla fine della XVIII legislatura;

-Governo Gialloverde: un'ipotesi abbastanza improbabile che il M5S e la Lega si alleino nuovamente vedrebbe come risultato la nascita di un nuovo esecutivo con un rimpasto che tenga conte del risultato delle Europee e dei veti di Salvini;

-Governo Istituzionale: l'ultima ipotesi quella di un governo istituzionale sostenuto da un'ampia maggioranza con lo scopo di evitare l'aumento dell'Iva, varare la manovra economica con un ritorno alle urne nel 2020.

Per quanto riguarda l'ipotesi più accreditata (alleanza tra Pd e M5S) già da molti giorni si sono avviati i contatti tra i due Partiti, ieri lo stesso capo pentastellato, Luigi Di Maio ha chiamato il segretario del Partito Democratico, Nicola Zingaretti e questa mattina, a proposito di ciò, si è riunita la direzione del Pd al Nazareno.

Aggiornamento 12:30

Terminata la direzione del Pd Nicola Zingaretti fissa i punti che dovranno costituire la base della trattativa, in un documento approvato all'unanimità. Il Pd "intende concentrare la propria iniziativa per l'avvio di una fase politica nuova e la verifica di un'altra possibile maggioranza parlamentare in questa legislatura". I punti fondamentali sono:

1)L'impegno e l'appartenenza leale all'Ue per una Europa profondamente rinnovata, un'Europa dei diritti, delle libertà, della solidarietà e sostenibilità ambientale e sociale, del rispetto della dignità umana in ogni sua espressione.

2)Il pieno riconoscimento della democrazia rappresentativa incarnata dai valori e dalle regole scolpite nella Carta Costituzionale a partire dalla centralità del Parlamento.

3)L'investimento su una diversa stagione della crescita fondata sulla sostenibilità ambientale e su un nuovo modello di sviluppo.

4)Una svolta profonda nell'organizzazione e gestione dei flussi migratori fondata su principi di solidarietà, legalità sicurezza, nel primato assoluto dei diritti umani, nel pieno rispetto delle convenzioni internazionali e in una stretta corresponsabilità con le istituzioni e i governi europei.

5)Una svolta delle ricette economiche e sociali a segnare da subito un governo di rinnovamento in una chiave redistributiva e di attenzione all'equità sociale, territoriale, generazionale e di genere.

"Sento su di me tutto il peso e la complessità della sfida e guiderò questo processo complesso, nel totale disinteresse personale, nella massima trasparenza, senza secondi fini. Lo farò e c'è una storia di una vita a dimostrare che lo farò. Non alimenterò sospetti ma non accetterò che si alimentino sospetti sul mio operato, perché questo si' sarebbe davvero la fine di tutto"                                                                                  Nicola Zingaretti