Millennials

Millennials

Leggi altri post di questo autore

Di Jacopo Esposito

Il cosiddetto “Decreto Dignità”, presentato come l’uragano che avrebbe spazzato via il Jobs Act di Matteo Renzi, in realtà si rivela essere solo una riuscita mossa propagandistica (ormai soventi dalla nascita del Governo Conte).

Mi spiego meglio: questo Decreto, proposto e ideato dal Ministro dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio, rende più alto il costo dei contratti a tempo determinato (precari) al fine di aumentare l’erogazione di contratti a tempo indeterminato, abbattendo progressivamente l’alto tasso di precariato certificato dagli ultimi dati ISTAT. Peccato che, per incopentenza o per ignoranza (sia nel senso di ignorare la realtà che in quello di non sapere di ciò che si parla), il Ministro Di Maio e lo staff del Ministero non hanno tenuto conto dell’estrema possibilità dei datori di lavoro di tagliare nelle assunzioni. Ebbene sì, un datore di lavoro che si trova davanti un contratto a tempo determinato il cui costo viene ulteriormente aumentato e uno a tempo indeterminato che sebbene costi meno dell’altra tipologia ha ancora un costo troppo elevato, può scegliere di non assumere o addirittura di tagliare il personale che già dispone.

Se questa è l’idea di abbattimento del precariato del Governo del cambiamento, allora penso che saranno tempi duri sia per lavoratori che per datori di lavoro.

Le forze di opposizione (FI e PD) hanno già presentato una proposta di emendamento che preveda l’innalzamento progressivo del costo dei contratti a tempo determinato, è il conseguente abbassamento immediato del costo dei contratti a tempo indeterminato, solo così il precariato è superabile!

Mi sa che alla fine non sarà il Jobs Act ad essere licenziato, ma milioni di lavoratori italiani.

Grazie ancora Governo del Cambiamento, perché, anche questa volta, le spese le pagheremo noi giovani.