Millennials

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Di Simone Castelli

Eravamo tantissimi, qualcuno dice diecimila, qualcuno dice qualche migliaio in meno. L’importante non era il numero, l’importante era esserci. Esserci per rivendicare le nostre ideologie e per dare un segnale a chi, per troppo tempo, ha sottovalutato la presenza sempre più massiccia, di forze neofasciste nelle nostre città che, appena si sono viste condannate da tutti per le vicende di Ostia e di Como, sono passati alla violenza come accaduto a Forlì.

Oggi il problema è sottovalutato, forse perché pochi di noi 70 anni fa c’erano, e forse anche perché sono sempre meno coloro che possono raccontarci quegli anni bruttissimi per la nostra storia.

È stato bello vedere sul palco tanti giovani e tra questi anche Daniele Piervincenzi, il giornalista RAI aggredito a Ostia.

È stato bello vedere politici, dalle più alte cariche dello Stato agli amministratori locali, mischiati tra la folla senza prendere parola.

È stato un po’ meno bello vedere dal palco tante bandiere di diversi partiti che condividono parecchi valori, ma hanno deciso di correre separate l’una dall’altra alle prossime elezioni.

È stato altrettanto meno bello vedere tante bandiere di partiti e sindacati in una manifestazione del genere dove rivendicare la propria appartenenza ad una determinata organizzazione non serve, così come anche ad ogni 25 Aprile.