Sofia Xie

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“L’impatto del Coronavirus è immediato e letale ma è in corso un’altra emergenza profonda: la crisi ambientale del pianeta”. È così che il segretario generale dell’Organizzazione Nazioni Unite (ONU) António Guterres ha ricordato ai governi, attraverso un video messaggio rilasciato in occasione dell’Earth Day, di non perdere di vista la questione climatica, esortandoli a utilizzare le risposte economiche alla pandemia attualmente in corso per affrontare una crisi ancora più grande.

Earth Day


Due giorni fa, mercoledì 22 aprile, si è celebrato il 50º Earth Day, la Giornata della Terra istituita nel 1970 dall’ONU. L’Earth Day nacque negli Stati Uniti per esprimere l’esigenza di proteggere l’ambiente e le risorse naturali. Tutto partì da una manifestazione organizzata dal senatore americano Gaylor Nelson, il quale dopo aver osservato migliaia di studenti scendere in piazza per manifestare contro la Guerra del Vietnam capì che quella era l’unica strada per rivitalizzare il movimento ambientalista. La manifestazione fu un successo, non solo dal punto di vista simbolico: portò infatti a diversi risultati concreti, tra cui l’approvazione di diverse riforme di carattere ambientale.  

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Manifestare per indurre i governi mondiali a ripensare il nostro approccio con l’ambiente è tutt’oggi di fondamentale importanza. Nell’ultimo anno, infatti, hanno avuto luogo diversi scioperi globali, a cui hanno preso in parte in prevalenza i più giovani, per chiedere politiche immediate volte a salvare il nostro pianeta: gli ormai famosi Fridays For Future.

Fridays For Future

I Fridays For Future hanno un volto ben preciso, quello di Greta Thunberg, la giovanissima attivista svedese che nel 2019 è stata candidata al Premio Nobel per la Pace. Greta, per diverse settimane, non si è recata a scuola per posizionarsi davanti al Parlamento svedese con un cartello con su scritto “Sciopero della scuola per il clima”.  

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Dopo l’elezione del nuovo governo, Greta riprese ad andare a scuola ma continuò a recarsi ogni venerdì davanti alla sede del Parlamento per portare avanti la sua protesta. Con il passare dei giorni, altri studenti si sono uniti a lei e piano piano diverse città in tutto il mondo hanno cominciato ad organizzare grandi manifestazioni per il clima, tutte di venerdì, da qui il nome Fridays For Future, ovvero i venerdì per il futuro. Il primo vero e proprio Fridays For Future si è tenuto il 15 marzo 2019 ed ha portato milioni di ragazzi di tutto il mondo nelle piazze, specialmente in quelle italiane; l’Italia è infatti considerato il Paese più attivo nella causa, secondo solo alla Svezia.

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Ma i Fridays for Future stanno portando a risultati concreti, come accadde in seguito allo sciopero del ‘70? Sembra di si: l’Unione Europea si è infatti da subito attivata per elaborare un piano di rivoluzione sostenibile, il cosiddetto Green New Deal.

Il Green New Deal

La nuova presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, non appena insediatasi ha da subito fatto capire che, nell’agenda comunitaria la sfida ambientale sarebbe stata una priorità. Il significato di Green New Deal, letteralmente nuovo patto verde, è proprio quello di risposta, con misure concrete, all’emergenza dei cambiamenti climatici. La von der Leyen, consapevole dell’ambizioso mutamento richiesto a tutti gli Stati UE, ha presentato il progetto con parole rassicuranti: “Il Green New Deal europeo è la nostra nuova strategia per la crescita. Ci consentirà di ridurre le emissioni e di creare posti di lavoro”. L’obiettivo principale del Green New Deal, che è un’effettiva legge vincolante tutti gli stati europei, è il raggiungimento della neutralità delle emissioni inquinanti entro il 2050. Il piano intende:

  • decarbonizzare il settore energetico, dal quale provengono la maggior parte delle emissioni inquinanti;
  • ripensare la mobilità in termini di sostenibilità;
  • trasformare il sistema di produzione industriale.

Naturalmente, tutti gli Stati UE riceveranno i finanziamenti necessari a mettere in moto, con iniziative efficaci, questo cambiamento: nei prossimi 10 anni sono infatti previsti investimenti per circa 1000 miliardi di euro.

I risultati dell’Italia

In termini di sostenibilità ambientale, l’Italia, sta ottenendo ottimi risultati, collocandosi in cima alla classifica dei paesi europei più virtuosi potendo pertanto ambire ad un ruolo politico di primo piano. Tuttavia, l’attuazione alle politiche ambientali è una sfida che evidenzia ampie differenze regionali. Rispetto all’attuazione delle politiche dell’UE, l’Italia deve infatti affrontare anche altre sfide, in primis migliorare alcuni aspetti tra cui:

  • la gestione dei rifiuti e delle infrastrutture idriche;
  • la gestione dell’uso del suolo;
  • l’habitat delle specie di interesse comunitario.

I giovani per il futuro

A quanto sembra, l’Europa sta facendo di tutto per salvaguardare il nostro pianeta, così come l’Italia, ma gli sforzi europei non bastano. In Cina e negli Stati Uniti, i due Paesi più inquinanti sulla Terra, nonostante gli Accordi di Parigi sul clima del 2015 si prevede una forte crescita delle emissioni, almeno fino al 2030.

Noi giovani dobbiamo quindi continuare a lottare per il nostro pianeta e per il nostro futuro. Come afferma Greta Thunberg, “Non si è mai troppo piccoli per fare la differenza”.

Sofia Xie