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Di Nicolò Roffi

Il governo giallo-verde saluta come un successo l’aver sfondato la “linea del Piave”, che il Ministro Tria ha tenuto per diversi giorni, durante il Consiglio dei Ministri che si è tenuto ieri sera a Palazzo Chigi in cui è stato portato il rapporto debito pubblico/PIL al 2,4% contro il massimo previsto del 3%.

Da dove derivano questi numeri che apparentemente sono piccoli cifre?

Nel 1992 con la firma del trattato di Maastricht, da parte di 12 paesi europei, sono stati fissati parametri secondo i quali il rapporto tra il debito pubblico e il Prodotto interno lordo non deve superare il 60% del PIL, mentre il rapporto tra deficit e PIL non deve superare il 3% di quest’ultimo.

Ma cosa significa questo numero che è apparentemente basso?

Il termine disavanzo (o deficit) viene usato, in economia, per indicare la situazione di uno Stato che prevede uscite (stipendi dipendenti pubblici, spese per servizi, interessi verso i finanziatori del debito) maggiori rispetto alle entrate, ovvero i soldi che lo stato incamera attraverso le imposte che i cittadini e le imprese versano nelle casse dello Stato.

Un aumento del deficit va ad incrementare ulteriormente il debito pubblico, mentre se avessimo un avanzo di bilancio, per capirci, il debito verrebbe ridotto.E gli altri paesi?Posto che il rapporto deficit/PIL dell’Italia é pari a circa il 132% a differenza di quello della Francia (96,5%) e della Germania (68,1%), il nostro non può essere aumentato ulteriormente da un deficit crescente.

Ci è stato detto che la Francia ha un accordo sul 2,8%, se lo può fare la Francia lo possiamo fare anche noi.

Purtroppo non è così, perché come già detto la differenza con la Francia é proprio questa: il suo rapporto deficit/PIL é circa il 96,5% contro il nostro 132% circa.

Cosa rischia il Paese con questa imponente manovra?

Rischia le reazioni dei mercati, l’innalzamento dello spread, il giudizio negativo delle agenzie di Rating poiché i titoli di stato italiani non risultano così sicuri come quelli di Francia o Germania, questo é un altro motivo che può scatenare forti reazioni dei mercati.