Luca Petruzzella

Luca Petruzzella

Coordinatore Millennials Puglia.

17.294  è il numero di abitanti rappresentati da un eroe dei nostri giorni, un eroe italiano. Rocca di Papa, invece il comune che secondo alcuni storici fu terreno fertile per la fondazione dell Albalonga di Ascanio, figlio del eroe troiano Enea.

È questo il Paesino di cui il nostro personaggio è stato primo cittadino fino a qualche giorno fa. È il 10 giugno di questo anno quando Emanuele Crestini è in Municipio come tutti i giorni a svolgere il lavoro, per cui è  stato scelto dai suoi concittadini nel 2016 dopo una lunga campagna elettorale e un ballottaggio combattuto fino all’ultimo voto.

Il primo cittadino non è solo, in Municipio con lui ci sono i dipendenti del Comune, ma soprattutto un suo amico prima che suo delegato Vincenzo Eleuteri.

È la mattina del 10 giugno ed è fiero del suo lavoro, l’amministratore della città è consapevole  di essere riuscito ad ottenere finanziamenti per più di 10 milioni di euro per la sua comunità.

Poi all’improvviso il buio.

Fumo e fiamme. L’aria si fa pesante.

Pezzi di intonaco  incominciano a staccarsi dalle pareti. Polvere e un grigiore lo circonda.

C’è stata una fuga di gas ed in una così serena e calda giornata di Giugno tutto è diventato un terribile incubo. È qui che Crestini  incomincia ad urlare ai suoi dipendenti di scappare .

“Sta andando a fuoco tutto, scappate!”

Respira i venefici fumi sprigionatisi con l’incendio, ma comunque sale le scale, arriva fino al terzo piano affannato e incita tutti a scappare, non gli importa che gli sta letteralmente andando a fuoco la schiena.

Il Sindaco ha un dovere che gli passa per la testa, un obbligo da imporre a se stesso ovvero di salvare tutti dal luogo dove ogni mattino risolveva i problemi della sua comunità.

È di sicuro un problema questo dell'incendio, tangibilissimo, a cui non potersi sottrarre in alcun modo, scappando per primo dall’edificio.

Crestini ha ustioni per il 35% del suo corpo, in particolare al volto e alle mani. Ma al primo cittadino ha nella mente un solo obbiettivo: evacuare tutti e ci riesce nella sua missione doverosa.

Dopo capisce che deve pensare a sè. Arriva in ospedale, chiama la moglie e le dice di correre da Lui al policlinico di Tor Vergata; giunta  lì il primo cittadino regala ancora un altro gesto d’amore.

“Quando esco di qui vuoi sposarmi?”

Veronica la sua compagna non crede ai suoi occhi e gli risponde di sì, ed è convinta che Emanuele possa farcela. Purtroppo  però a questa storia non seguirà un lieto fine. Passano infatti dieci  giorni di agonia e il bollettino dall’ospedale Sant’Eugenio, dove era stato in seguito ricoverato, è chiaro.

Emanuele Crestini non ce l’ha fatta, è scomparso  il 20 Giugno, dimostrando che è rimasto  sempre in prima linea, offrendo la sua vita per gli altri.

Non si è mai pronti a riconoscere ad un uomo politico le sue decisioni. Si è abituati a utilizzare sempre l’accusa contro chiunque amministra le nostre comunità.

Ma stavolta non si può che non riconoscere il grande gesto politico di Emanuele, il suo senso di comunità, il suo amore per i suoi concittadini, il suo altruismo. Lo riconoscono tutti di qualsiasi colore politico, lo riconosce soprattutto il Presidente della Repubblica Mattarella definendolo come: “un esempio di coraggio”.

Crestini è uno di quegli eroi a cui è necessario riconoscere non medaglie sul petto, ma sull’anima, come infatti avrebbe detto il  campione del ciclismo italiano, Gino Bartali:

“Certe medaglie si appendono all’anima e non alla giacca”

È  stato spinto dal senso del dovere, un eroe in fondo è colui che nella peggiore delle situazioni prende la migliore delle scelte.

È  chiaro però che gli eroi dei nostri tempi sono esseri umani, mortali, che cadono, che alla fine riescono nell’intento di dimostrarsi tali perché fedeli ai propri principi e doveri.

Emanuele Crestini, è e sarà Sindaco di Rocca di Papa, ma lo sarà anche di tutti gli italiani che crederanno sempre che la “cosa pubblica” è materia da affrontare solo se si ha coraggio e senso del dovere.