Millennials

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Il tema generale della lotta agli sprechi sta a cuore in particolare alla nostra generazione perché riguarda il rispetto dell’ambiente, l’abitudine ad uno stile di vita più responsabile e anche l’innalzamento della qualità dei nostri consumi. Va quindi declinato non solo nel settore alimentare, nel quale la Legge Gadda ha introdotto elementi innovativi importantissimi e su cui c’è bisogno di un impegno dei Millennials a livello di comunicazione e divulgazione, ma in tanti campi che riguardano la vita quotidiana dei cittadini.

Un’altra nostra battaglia riguarda il tema dello spreco dei farmaci. Già la Legge Gadda prevede nuovi metodi per riutilizzare i farmaci non consumati, ma bisogna spostare il livello di intervento a monte, operando una modifica sostanziale e innovativa sui metodi di acquisto dei farmaci da parte dei cittadini.

La proposta dei Millennials prevede una innovazione sostanziale del ruolo delle farmacie nell’erogazione dei farmaci. Da una parte si incentiveranno le imprese farmaceutiche a mettere sul mercato – laddove possibile – delle mono-dosi di farmaco, dall’altra si darà il compito alle farmacie di erogare il numero preciso di prodotto prescritto dal medico confezionandolo in appositi contenitori (simili a quelli utilizzati nelle preparazioni galeniche) dotati di bugiardino stampato tramite apposito software.

Questo metodo consentirebbe un enorme risparmio per il Sistema sanitario nazionale e per le famiglie, e avrebbe anche un impatto notevole sul ciclo dei rifiuti, chiamato ogni anno a smaltire i farmaci gettati al macero.

Secondo i dati 2017, ogni anno gettiamo nel cestino della spazzatura, in media, un chilo di medicinali. Confezioni integre e mai aperte, acquistate con compulsione e finite negli armadietti fino alla scadenza: infatti il 40 per cento dei farmaci conservati dalle famiglie italiane ha superato il limite di validità. Le pillole che più sprechiamo, secondo i dati dell’Agenzia nazionale del

farmaco, sono gli antibiotici e, a seguire, gli analgesici, gli sciroppi, i farmaci per l’ipertensione e per lo scompenso cardiaco, gli antiaggreganti e gli anticoagulanti. Tutte medicine costose.