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Di Antonio Iuliano

Il 25 aprile in Italia con la festa della Liberazione si celebra la fine del regime fascista e dell’occupazione nazista nel nostro Paese.

La legge n. 260 del maggio 1949 stabilì che il 25 aprile sarebbe stato un giorno festivo in quanto “anniversario della liberazione”. La data fu scelta convenzionalmente perché fu il giorno della liberazione da parte dei partigiani delle città di Milano e Torino; tuttavia il termine effettivo della guerra sul territorio italiano, con la resa definitiva delle forze nazifasciste all’esercito alleato, si ebbe solo il 3 maggio.

Era il 25 aprile 1945 quando alla radio “Milano Libera” Sandro Pertini – allora partigiano e membro del Comitato di Liberazione Nazionale – proclamava l’insurrezione generale a Milano: “Cittadini, lavoratori! Sciopero generale contro l’occupazione tedesca, contro la guerra fascista, per la salvezza delle nostre terre, delle nostre case, delle nostre officine. Come a Genova e a Torino, ponete i tedeschi di fronte al dilemma: arrendersi o perire.

Da quel giorno sono decorsi 73 anni ed oggi più che mai, noi tutti abbiamo bisogno di ricordare e richiamare quegli ideali che tre quarti di secolo fa spinsero i nostri nonni ad unirsi e a mettere in gioco la propria vitaper consegnarci quella che oggi è la nostra Italia. Senza lo spirito di libertà, umanità, civiltà e fratellanzache a quel tempo li accomunava non saremmo quel che siamo.

Tanti hanno concesso volontariamente la propria vita per liberare l’Italia dalla becera occupazione nazifascista ed oggi è importante che il ricordo di tutti coloro i quali hanno combattuto per la nostra libertà sia vivo in noi. Nel 2018 dobbiamo necessariamente essere grati a chi ci ha consegnato le chiavi di un’Italia libera e democratica. Non possiamo guardare ad un pezzo della nostra storia con distacco ed indifferenza, è nella Resistenza che la nostra carta costituzionale ha ritrovato i suoi principi fondamentali ed è nella Resistenza che la nostra Repubblica democratica affonda le sue radici.