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di Emanuel Cosmin Stoica

In questi giorni si sta parlando molto dell’inchiesta a cui è sottoposto il Ministro dell’interno e vicepremier Matteo Salvini.

Il vicepremier è infatti sottoposto ad inchiesta per sequestro di persona aggravato. Reato che pare abbia contratto la scorsa estate, quando negò l’autorizzazione allo sbarco a circa 190 persone, bloccate nel porto di Catania sulla nave Diciotti della Marina Militare Italiana.

La Procura di Catania a inizio novembre aveva formulato la richiesta di archiviazione nei confronti del Ministro per la vicenda della nave Diciotti. Il ritardo nello sbarco dei 192 migranti a bordo fu

“giustificato dalla scelta politica, non sindacabile dal giudice penale per la separazione dei poteri, di chiedere in sede Europea la distribuzione dei migranti in un caso in cui, secondo la convenzione Sar internazionale, sarebbe toccato a Malta indicare il porto sicuro”.

Nonostante la richiesta di archiviazione, il Tribunale dei Ministri ha deciso di dover procedere pertanto il senatore Matteo Salvini a processo.

Il Senato dovrà pronunciarsi entro 60 giorni, a partire dal 23 gennaio, sulla richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti del Ministro dell’Interno ed eventuale diniego dovrà essere approvato a maggioranza assoluta.

Tutto ciò è previsto dall’articolo 96 della Costituzione e in base alla Legge Costituzionale 16/01/1989 n. 1:

“Il Presidente del Consiglio dei Ministri e i Ministri, anche se cessati dalla carica, sono sottoposti, per i reati commessi nell’esercizio delle loro funzioni, alla giurisdizione ordinaria, previa autorizzazione del Senato della Repubblica o della Camera dei Deputati, secondo le norme stabilite con Legge Costituzionale”.

Il Senato ora dovrà esprimersi entro 60 giorni in merito alla autorizzazione o al diniego nel procedere nei confronti del Ministro degli Interni, Matteo Salvini. Se la giunta propone la concessione dell’autorizzazione e non vengono formulate proposte intese a negarla, l’assemblea non procede a votazioni intendendosi senz’altro approvate le conclusioni della giunta.

In caso diverso sono poste importazione le proposte di diniego dell’autorizzazione, e si intendono le spinte qualora non conseguono il voto favorevole della maggioranza assoluta dei componenti dell’assemblea (la metà più uno) con conseguente via libera all’autorizzazione.