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La città invidiabile…

Formia è un comune della provincia di Latina, nel Lazio. Grazie alla sua posizione, vanta un’ invidiabile condizione climatica, che insieme agli arenili di Vindicio, Acquatraversa, S. Janni e Gianola la rendono una ricercata meta turistica. Il suo clima viene anche declamato nell’ epigramma di Marziale: “…O temperate dulce Formiae litus…” dedicato all’ amico Apollinare e alla sua domus formiana. Questa espressione poetica riesce a rappresentare in maniera realistica la meravigliosa condizione climatica, dovuta alla sua posizione centrale nel golfo.


La storia di Formia

Il suo nome deriva dal greco Hormiae, approdo, per indicare la quiete del riparo fornito dal golfo. La città venne fondata dai Laconi ed è  legate alla leggenda dell’ Odissea e quindi al lungo viaggio compiuto da Ulisse dopo la Guerra di Troia. In questa città si erano insediati i Lestrigoni, popolo di cannibali che uccise molti compagni dell’ eroe acheo. Successivamente dai Romani venne chiamata Formia :  denominata “ civitas sine suffragio” ( città senza il diritto di voto ).Venne successivamente annessa alla Repubblica di  Roma grazie alle caratteristiche strategiche di un passaggio nella sua circoscrizione su cui venne edificata la nota Via Appia. Come oggi, anche nell’ epoca romana era apprezzata come località turistica come testimonia la presenza di molte ville tra cui quella di Mamurra e Mecenate. Anche Cicerone aveva qui la sua residenza di campagna. Dopo la caduta dell’ Impero romano d’ Occidente la città si divise in due borghi: Castellone e Mola di Gaeta. Ad essi fu annessa la piccola frazione di  Maranola. Il comune venne istituito nel 1862.

L’ amministrazione di Formia, la sua popolazione e i dialetti

Il sindaco della città è Paola Villa, eletta nel 2018. Il territorio è abitato da 37 979 cittadini ospitali e calorosi, i formiani. Il dialetto formiano è influenzato da quello napoletano, data la sua lunga partecipazione al Regno di Napoli, alle Due Sicilie e alla Terra di Lavoro.

Tra i monumenti di Formia

Formia è ricca storicamente e culturalmente e vanta la presenza di molti monumenti e siti storici. Quelli più noti e celebri sono: il Cisternone, la Tomba di Cicerone, il Mausoleo di Tulliola, la Torre di Castellone e la Torre di Mola. Il Cisternone Romano è una grande cisterna di epoca imperiale romana, risanata e aperta al pubblico dal 2004. È la seconda cisterna  più grande d’ Italia che rappresenta un’ importante testimonianza dell’ ingegneria idraulica romana. È un ambiente  particolarmente suggestivo, in cui il visitatore diventa un viaggiatore romano attratto da un moto che lo conduce fino al “centro focale”. Il turista immerso nello spazio del Cisternone riesce a percepire sensazioni antiche e ciò è movimentato dalle luci, suoni e ombre : un’ esperienza sensazionale. Il suo stato di conservazione eccellente permette di ospitare mostre, eventi e spettacoli teatrali. Percorrendo l’ antichissima Via Appia, si può visitare la Tomba di

Cicerone.

Il celebre oratore menziona spesso nelle sue epistole il Formianum, onorando il territorio su cui si trova la sua residenza estiva. Proprio in prossimità del mausoleo Cicerone fu raggiunto dai sicari di Marco Antonio ed ucciso. È un sepolcro monumentale di età Augustea  a pianta centrale e con un cilindro cementizio che un tempo era rivestito di marmo.

È un luogo carico di storia, molto apprezzato dai turisti, attratti anche dal verde che circonda la tomba. Inoltre è un simbolo di Formia, che proprio per questo viene definita la “Città di Cicerone”.

Come nel Cisternone anche qui avvengono eventi e spettacoli : infatti ha anche  accolto il noto scrittore Roberto Saviano. Neanche a cento metri , in linea d’ aria con la Tomba di Cicerone, vi è un mausoleo che la tradizione attribuisce alla figlia prediletta

di Cicerone: Tulliola

Il sito, recentemente, è stato interessato da un intervento di recupero e messa in sicurezza. Simbolo del borgo di Mola è proprio la Torre di Mola ,che è stata edificata per volere di Carlo II d’ Angiò Re di Napoli nel XIII secolo.

È una torre circolare a base  tronco conica realizzata su strutture romane precedenti. Oggi è visitabile ed è possibile osservare, attraverso un pavimento di cristallo, i resti del sito archeologico. Invece a rappresentare il rione di Castellone vi è la Torre di Castellone, una delle dodici torri che nel periodo medievale cingevano le mura di cinta del borgo e che costituiva l’ ingresso all’ area a Nord.

La città vanta della presenza del Museo archeologico nazionale di Formia, che è stato realizzato nel 1997 e che occupa un’ ala del settecentesco palazzo municipale, nota come “Stalloni dei Borboni”. Molte sculture di elevato livello artistico risalenti al I secolo a.C e il I secolo d.C si trovano nel museo.

Sono statue virili di carattere onorario, erette da esponenti celebri della società formiana ma anche da personaggi delle famiglie imperiali romane.

Infatti qui si può osservare una immagine di Caio Giulio Cesare.

La presenza di un enorme patrimonio storico, culturale e artistico  rende tutti i cittadini onorati di essere Formiani e richiama ogni anno moltissimi turisti attratti da tale bellezza.

Lo sport a Formia

A Formia vi è il CONI, centro di Preparazione Olimpica di Formia, realizzato nel 1953  grazie a Bruno Zauli. Nel CONI è possibile praticare circa ventiquattro sport tra cui atletica, scherma, ginnastica artistica, tennis, ciclismo, tiro con l’ arco e molti altri. Ha ospitato campioni mondiali come Gianmarco Tamberi, altista italiano che definisce il CONI: “Il centro più bello che abbiamo in Italia per allenarci”; Andrew Howe, lunghista e velocista; Pietro Mennea il quale era solito allenarsi sulle piste del centro sportivo. Per gli amanti del calcio a Formia vi sono due importanti squadre: il “Formia” che partecipa all’ eccellenza ed il“Cassio Club”.

La cucina di Formia

Per i “buon gustai” Formia presenta dei piatti tipici davvero deliziosi come il “Tiesto formiano” e gli “Spaghetti alla formiana” che sono una delle prelibatezze più ricorrenti nei ricordi gastronomici del Patriziato borbonico. Il “Ciavarrotto” (caprettone), piatto della tradizione agro-pastorale dei Monti Aurunci.

Nel passato era una consuetudine per i pescatori di Mola recarsi a Maranola nelle taverne e cantine in occasione della festa di S. Luca Evangelista per consumare il caprettone. Infine vi sono i “Vaccarielli”,che sono delle deliziose pagnotte a base di alici e che venivano consumate dai pescatori formiani.

Tale  piatto è espressione di una tradizione popolare povera e semplice.

Alfonso Testa