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Tutelare, conservare e valorizzare il nostro passato per un futuro sostenibile: parte da Savona la sfida e l’invito del liceale Gabriele Cordì.

Oggi possiamo dire che una città è veramente “smart” quando riesce a tutelare, conservare e valorizzare in modo coordinato e autentico il proprio patrimonio artistico e culturale, sfruttando le nuove tecnologie per promuovere turisticamente le eccellenze presenti sul territorio. Secondo Gabriele, “questo è il segreto per risollevare l’economia di una città e migliorare la qualità di vita dei suoi abitanti“. “La bellezza – continua Gabriele- da sola non basta e non durerà per sempre, è necessario recuperare tutti quei grandi siti artistici abbandonati a se stessi per rilanciare concretamente il nostro territorio. Restituire dignità alla cultura per un futuro sostenibile e rendere edotti cittadini delle diversità artistiche che ci circondano è la mia sfida per riportare alla luce uno dei più importanti conventi italiani dimenticati: come ad esempio il complesso del San Giacomo di Savona.”

La chiesa e il convento del San Giacomo sono un tabernacolo di storia, arte e cultura. Sorgono su una collina a pochi passi dal porto di Savona dove oggi approdano molte crociere e questi due edifici formano il “complesso del San Giacomo”. Un complesso architettonico edificato nella seconda metà del Quattrocento che ospita tutt’oggi nell’abside della chiesa senza nessun sistema di conservazione, ad eccezione di un dispositivo di deumidificazione, dei pregiati e raffinati affreschi del pittore di scuola raffaelita Ottavio Semino. Il prestigio culturale e artistico del convento è testimoniato dalla presenza di numerosi quadri pregiati (molti di questi vennero trafugati dalle truppe Napoleoniche e altri furono trasportarti al Museo del Louvre, i superstiti sono custoditi nella Pinacoteca Civica di Savona e nel Museo della Cattedrale) e di una ricca biblioteca dove addirittura studiò Papa Giulio II, il papa-mecenate di Raffaello. In seguito all’arrivo di Napoleone iniziò il lungo periodo di decadenza e distruzione che persiste tutt’ora. Durante la Prima Guerra Mondiale si trasformò addirittura in caserma e la sua struttura architettonica venne drasticamente modificata. Oggi versa in uno stato di declino e nel 2016 nacque l’Associazione “Amici del San Giacomo” ONLUS per mantenere vivo nei cittadini il ricordo di questo importante simbolo della città di Savona.

Nel 2018 sono stato eletto vice presidente di questa associazione culturale no-profit e ho sin da subito iniziato a sensibilizzare l’emergenza sullo stato degli affreschi tra i giovani utilizzando il nostro strumento di comunicazione preferito: i social networks.” Gabriele ha deciso di metterci la faccia e una volta raggiunto il complesso del San Giacomo, ha realizzato un breve video sotto la pioggia da postare sulla sua bacheca Facebook per lanciare un grido d’allarme semplice e chiaro: le intemperie e le infiltrazioni piovose potrebbero danneggiare ulteriormente gli affreschi del Quattrocento e il rischio sarebbe quello di non recuperarli mai più. Una volta pubblicato, ha invitato suoi miei amici e conoscenti ad interessarsi alla causa e in molti hanno condiviso il suo post. Nei giorni dopo seguirono molte chiamate e interviste ai giornalisti e finalmente Gabriele è riuscito a sensibilizzare la sua causa e attirare l’attenzione di molti cittadini.

“Oggi continuo a lavorare con la speranza di riuscire a riportare alla luce un sito del nostro immenso patrimonio artistico e renderlo fruibile a tutti.” Per Gabriele il concetto è molto semplice: “restaurare e aprire al pubblico dei monumenti significa sia restituire un’opera d’arte della nostra cultura ai cittadini, sia creare decine di posti di lavoro per ciascun sito: concentriamoci su questo e salveremo la nostra arte, indiscutibile patrimonio di tutti.”