Sofia Xie

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Du Wei, 58 anni, era stato nominato ambasciatore, nello stato d’Israele, solamente a febbraio 2020. Nello stesso mese l’ambasciatore arrivò a Herzeliya, un sobborgo residenziale a nord di Tel Aviv, dove si affacciano le finestre delle ville dei diplomatici di tutto il mondo, e si sistemò nella sua residenza ufficiale, dove si mise subito in quarantena, per via delle restrizioni emanate a causa degli alti contagi. Dopo i quattordici giorni di isolamento, egli incontrò il presidente Reuven Rivlin, per ricevere le proprie credenziali.

Il ritrovamento

Domenica 17 maggio, giorno del giuramento del nuovo governo di emergenza nazionale di Benjamin Netanyahu e Benny Gantz, l’ambasciatore è stato ritrovato morto, da funzionari dell’ambasciata, nella sua residenza. Apparentemente il decesso sarebbe avvenuto per cause naturali, dal momento che sul corpo, secondo le prime indiscrezioni, non sarebbero stati trovati segni di violenza, proprio per questo è stato classificato come un attacco di cuore. Du Wei lascia una moglie e un figlio, che aveva deciso di non portare con sé, quindi non presenti al momento della tragedia.

Cina, Israele e…Stati Uniti

Poche settimane prima della sua morte, sui propri social, l’ambasciatore, per incoraggiare gli israeliani, aveva pubblicato un video in cui diceva: “Il mondo è chiamato ad affrontare la grande sfida della pandemia. Il popolo israeliano ha offerto un prezioso sostegno alla Cina durante l’emergenza. Per questo ora, vogliamo darvi il nostro supporto nella battaglia contro la malattia”. Negli ultimi anni la Cina ha investito molto nello stato d’Israele, soprattutto in start-up tecnologiche, per questo motivo Du Wei all’incontro con Rivlin, aveva dichiarato la sua volontà e l’importanza del rafforzare ancora di più le relazioni tra i due paesi. Ciò però al nostro presidente americano preferito, Donald Trump, non stava bene, infatti nel corso degli anni più volte aveva avvertito Benjamin Netanyahu ‘Bibi’ della pericolosità della Cina, cercando di convincerlo a cancellare gli accordi commerciali con essa.

Negli ultimi mesi le critiche e gli attacchi contro la Cina, da parte di funzionari americani, si sono moltiplicati. Due giorni prima della morte dell’ambasciatore Du Wei, Mike Pompeo, segretario di Stato degli Stati Uniti, in visita a Gerusalemme, aveva accusato Pechino di continuare a tenere nascoste informazioni sul Covid-19; Du Wei, dal canto suo, aveva risposto e protestato affermando che questo virus è nemico di tutti e dobbiamo combatterlo insieme. Un altro funzionario aveva rincarato la dose constatando che lo scoppio dell’emergenza coronavirus ha reso evidenti i pericoli della collaborazione con Stati poco trasparenti.

Una morte misteriosa

Proprio per questo contrasto tra Stati Uniti e Cina, e la morte improvvisa dell’ambasciatore, per cause naturali, ma non ancora del tutto confermate, su internet sono iniziate a circolare diverse teorie. C’è chi dice che probabilmente sia stata la Russia, visto che Du Wei aveva servito il proprio paese diplomaticamente prima d’Israele, in Ucraina; c’è chi dice invece che siano stati gli stessi  israeliani; e infine, ma non meno importante, c’è che dice che siano stati gli Stati Uniti con l’aiuto del Pentagono. La Cina comunque ha deciso di condurre un’indagine indipendente sulle cause della morte, visto che la morte dell’ambasciatore è arrivata in un momento delicato per le relazioni diplomatiche cinesi.

Sofia Xie