Millennials

Millennials

Leggi altri post di questo autore

Celati ai meno sensibili, i silenzi sono in grado di svelare dinamiche sociali che non emergono alla luce del sole ma che sono presenti nella vita di molte donne.

“Quello che le donne non dicono” è il titolo di una famosa canzone di Fiorella Mannoia, scritta da Enrico Ruggeri. Ebbene, proprio così: una canzone sulle donne scritta da un uomo. Un po’ come questo articolo, che ha il rischioso compito di parlare dell’universo femminile, scritto da un ragazzo. L’operazione potrebbe sembrare ardua e pretenziosa, ma credo che i pensieri, così come tutto il resto, non vadano giudicati in base al sesso di chi li scrive. Le riflessioni che troverete in questo articolo sono frutto di una combinazione di percezioni soggettive del sottoscritto e di numerosi dialoghi che ho avuto con coetanei e coetanee.

La relazione con l’altro sesso

La condizione femminile nella società contemporanea occidentale è una tematica ancora non sufficientemente analizzata. Ne è la prova il fatto che sull’argomento intervengono quasi esclusivamente solo donne, ovvero le “rappresentanti della categoria”. Tutto parte da loro, e gli uomini più sensibili e volenterosi si accodano. Questo fatto potrebbe sembrare assolutamente logico e razionale; ma perché diamo per scontato che debbano essere sempre le donne le prime a denunciare situazioni problematiche che riguardano il loro rapporto con la società e con gli uomini?

QUESTIONE DI SENSIBILITÀ – Sembra che gli uomini non si immedesimino abbastanza nell’altro genere, come se la cosa non li riguardasse. Come se fosse solo un compito femminile quello di emancipare le donne. Eppure è proprio qui che, dal mio punto di vista, emerge una prima problematica nell’approccio alla comprensione dell’altro. Non è sufficiente assecondare le voci delle donne, è anche necessario porsi in ascolto di ciò che non viene detto ma che comunque c’è.

ASCOLTARE I SILENZI – È chiaro che non risulta agevole ascoltare i silenzi. Ce ne sono molti nella quotidianità delle donne, più di quanto gli uomini possono immaginare. È difficile, e richiede molta sensibilità e capacità di ascolto, riconoscerli e darli un significato. Ciò che non viene detto possiede informazioni importanti: quali elementi personali e sociali hanno condizionato quel silenzio; quali aspetti della vita riguardano quel “non detto"; quali conseguenze quel silenzio porta sulla vita privata o pubblica di una persona.

Rapporto tra pubblico e privato

Un’altra chiave di lettura, riguardante la condizione femminile, consiste nell’analizzare il rapporto tra la sfera pubblica e la sfera privata in cui si manifestano i silenzi. Dalla vita familiare a quella di coppia, gli argomenti che si decidono di affrontare e quelli che non vengono trattati hanno una ripercussione sul modo in cui la persona andrà ad interagire poi nella sfera pubblica. Perché, come già è stato detto, ciò che viene celato può nascondere indizi su situazioni che non vogliono essere raccontate.

DISPARITA’ NEI BISOGNI – Uno dei contesti in cui ancora oggi alcune donne rischiano di rimanere in silenzio di fronte ad un’ingiustizia è la vita di coppia. In questa particolare relazione si celano più segreti di quanto possiamo immaginare; per cominciare, non tutti gli uomini danno per scontato che i bisogni di lui e di lei siano sullo stesso livello. Purtroppo sono ancora diffuse relazioni malate in cui l’uomo ritiene che le proprie esigenze vengano prima di quelle della partner. Se la donna, invece di fargli aprire gli occhi di fronte a questa disparità, rimane in silenzio, non solo non riuscirà a far porre fine a questi comportamenti ingiusti, ma anzi il suo non esprimersi sarebbe controproducente: potrebbe portarla a credere, e magari convincerla, che il comportamento del partner sia legittimo.

IL TIMORE NELL’ESPOSIZIONE - Una caratteristica dei contesti sociali che ho avuto modo di osservare è che in generale le donne si espongono in pubblico meno degli uomini. Come se il prendere posizione, esprimere un’opinione, mettersi in gioco in una discussione sia comunque un’operazione rischiosa. Come se la società, implicitamente, suggerisse ancora alle donne di rimanere in silenzio su alcune tematiche, per sfuggire al giudizio degli altri.

TERRENI POCO BATTUTI – Il silenzio femminile si fa sentire ancora ad esempio nell’ambito delle discussioni politiche. Questa percezione è frutto anche di una mia esperienza personale: nei giovani gruppi politici, la presenza femminile costituisce soltanto una stretta minoranza. Chiaramente la politica è un campo che costringe chi vuole entrarci ad esporsi, in un contesto di gruppo o in pubblico. Ed è proprio qui che alcune donne decidono di fermarsi.

Fare i passi assieme

In conclusione, penso che la strada verso la completa emancipazione delle donne passi anche attraverso una presa di consapevolezza maschile: ci sono ancora troppi silenzi non dovutamente ascoltati, troppe battaglie in cui gli uomini non sono attori sufficientemente attivi. La strada per le nuove generazioni sarà quella di aprirsi di più ed essere in grado di ascoltare con maggiore sensibilità i silenzi. Per affrontare fianco a fianco, uomini e donne, i grandi cambiamenti della società.

Dejan Tič