Alice Pavarotti

Leggi altri post di questo autore

"Il mito della bellezza è un'ossessione per la perfezione fisica che intrappola la donna moderna in un ciclo infinito di disperazione, autocritica e auto-odio perché si cerca di soddisfare l'impossibile ideale di una bellezza impeccabile voluto dalla società. Ho deciso di prendermi cura di me stessa perché lo voglio, e non voglio provare niente a nessuno.” (Selena Gomez)

Body shaming: di che cosa si tratta?

Con l’espressione inglese “body shaming”( composta da “body”, corpo, e “shaming”, il suscitare vergogna), si intende quella forma di bullismo focalizzata sulla derisione del corpo o dell’aspetto fisico di una persona. Spesso il body shaming viene visto come un fenomeno strettamente legato al mondo dei social e al cyberbullismo: in effetti è frequente che questo tipo di discriminazione avvenga online, in quanto risulta più semplice attaccare una persona dietro uno schermo perché non si vedono le conseguenze dell’offesa, sembra quasi meno reale. Tuttavia, queste critiche avvengono di  frequente anche all’interno dell’ambiente familiare, scolastico, tra amici e persino sul luogo di lavoro. Inoltre, siamo abituati a pensare che questi commenti siano indirizzati soltanto a donne in sovrappeso ma in realtà questo fenomeno può colpire chiunque, donne e uomini, qualsiasi sia il loro peso.

Purtroppo si sente spesso dire che le vittime di body shaming stiano in realtà esagerando, si arriva al punto di considerare “normali” gli aberranti commenti mirati a criticare l’aspetto fisico di una persona, come se si potesse realmente giudicare un individuo solo in base alla sua esteriorità. L’effetto di tali giudizi non è da sottovalutare: in particolar modo se sono rivolti a ragazzini nell’adolescenza, periodo di crescita e di insicurezze da cui possono scaturire veri e propri traumi, la perdita della fiducia in se stessi e nelle proprie capacità.

A cosa è dovuto questo fenomeno?

È evidente che il body shaming sia una grave forma di bullismo, tuttavia penso che ognuno di noi abbia commentato negativamente, almeno una volta, il corpo di un individuo. Viene perciò da chiedersi quali siano le cause del body shaming e perché ci sentiamo quasi legittimati a giudicare l’aspetto esteriore di una persona. Una delle principali ragioni è indubbiamente la televisione, che impone canoni di bellezza irraggiungibili per la maggior parte dei ragazzi/ragazze e che di conseguenza fa sentire la stragrande maggioranza delle persone inadeguate.

Anche i social contribuiscono in modo sostanziale al body shaming, poiché spesso le figure idolatrate dai ragazzini pongono la perfezione fisica al centro delle loro vite, si focalizzano soltanto sulla bellezza esteriore come se fosse l’unico aspetto importante. Fortunatamente nell’ultimo periodo moltissime celebrità e influencer combattono la lotta per l’accettazione di se stessi, e spiegano al loro pubblico che c’è ben altro oltre al corpo e alla bellezza esteriore, che spesso sui social media e in televisione viene anche ritoccata. Tuttavia, vi sono ancora molti episodi, anche nell’ambito della moda, che riportano direttamente al body shaming, basti pensare a una delle ultime sfilate di Gucci (febbraio 2020), in cui il brand ha fatto sfilare unicamente modelle in sottopeso, ponendo quello come ideale di bellezza e di perfezione. Anche nell’ambiente della moda però molti brand si stanno mobilitando a favore della lotta contro il body shaming, permettendo sfilate sia a modelle curvy o in sovrappeso, sia a modelle con altri tipi di difetti fisici, che canonicamente non vengono accettati dalla società .

Come reagire a questo fenomeno?

Il body shaming è causato da una convinzione di base che è parte integrante della nostra società da tempo e che in questi ultimi anni si sta cercando di combattere. È dunque necessario che ognuno di noi smetta di pensare all’aspetto fisico come la parte più importante di una persona, il punto più vulnerabile e delicato. Se si è vittime di body shaming sui social, per prima cosa occorre bloccare o eventualmente segnalare gli “haters” (ossia coloro che commentano con insulti): qualora le offese continuassero nonostante i blocchi, magari attraverso l’utilizzo di profili falsi, è fondamentale denunciare l’accaduto presso la Polizia Postale e i Carabinieri. Se invece questo tipo di critiche vi viene fatto in ambienti lavorativi/scolastici o tra amici, la prima cosa da fare è parlarne con adulti competenti o con amici: non restate in silenzio! Non vergognatevi mai di quello che siete perché  non esiste un canone di bellezza prestabilito, ogni singola persona ha delle qualità che la differenziano dagli altri e la rendono unica nelle sue imperfezioni.

Alice Pavarotti