Sofia Xie

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Il decreto “Cura Italia” è il decreto-legge emanato dal governo italiano per far fronte all’emergenza Coronavirus: ecco un’analisi semplice ma accurata.

Che cos’è un decreto-legge

Un decreto-legge è un atto normativo di natura provvisoria le cui misure, dopo essere entrate in vigore, devono essere discusse e approvate da Camera e Senato entro 60 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale per diventare vere e proprie leggi dello Stato e conservare i propri effetti.

Cosa prevede


Questo decreto, proposto dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e dal Ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, ratificato e pubblicato in Gazzetta Ufficiale nella notte tra il 16 e 17 marzo 2020, attualmente prevede circa 127 articoli contenenti misure di potenziamento del Servizio Sanitario Nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese.

Il decreto interviene su quattro fronti fondamentali e altre misure settoriali:

  1. finanziamenti volti a potenziare il Sistema Sanitario Nazionale, la Protezione civile e gli altri enti pubblici impiegati sul fronte emergenziale;
  2. sostegno economico a lavoratori e aziende, affinché  nessuno perda il posto di lavoro a causa di quest’emergenza;
  3. sostegno alla liquidità delle famiglie e delle imprese;
  4. misure in campo fiscale, con lo scopo di evitare che tributi e altri adempimenti fiscali aggravino i problemi di liquidità.


Queste misure si aggiungono alle misure già adottate d’urgenza dal Governo per evitare che la crisi economica, provocata dalla pandemia di Coronavirus, produca effetti permanenti come la scomparsa delle imprese attive nei settori maggiormente colpiti.

I principali provvedimenti

In ambito sanitario sono previsti:

  • incrementi dei fondi per l’assunzione del personale sanitario e militare;
  • finanziamenti per aumentare i posti letto in terapia intensiva e nel reparto di malattie infettive;
  • prestiti a fondo perduto alle aziende produttrici di dispositivi medici e di protezione individuale;
  • stanziamenti di denaro per la sanificazione degli ambienti pubblici di Province, Città e Comuni;
  • infine, la nomina di un Commissario straordinario per il coordinamento delle misure occorrenti per contrastare l’emergenza.

Per i lavoratori e le famiglie, invece:

  • la cassa integrazione viene estesa ai dipendenti di tutti i settori produttivi;
  • un indennizzo di 600 euro, su base mensile, per tutti i lavoratori autonomi, partite IVA, professionisti e magistrati onorari;
  • i genitori lavoratori, visto la sospensione dell’attività scolastica, potranno usufruire, per i figli di età minore di 12 anni o con disabilità accertata, del congedo parentale di 15 giorni e di un bonus per i servizi di baby-sitting fino a 600 euro (1000 euro per i lavoratori sanitari e le forze dell’ordine);
  • l’estensione del fondo per mutui prima casa.

Inoltre, per le imprese e le aziende:

  • il potenziamento del fondo centrale di garanzia per tutte le imprese;
  • il rafforzamento e la semplificazione del Confidi;
  • l’incremento del fondo speciale per il sostegno del reddito e per la riqualificazione del personale del settore;
  • la crescita della dotazione dei contratti di sviluppo, per il rafforzamento della struttura produttiva del paese a livello nazionale;
  • l’introduzione di un fondo emergenze per sostenere il settore della cultura.

Infine, in campo fiscale:

  • la sospensione dei versamenti e dei contributi, senza limiti di fatturato, per i settori più colpiti come turistico-alberghiero, trasporti, scolastico ecc.;
  • premi ai lavoratori con reddito annuo lordo fino a 40.000 euro;
  • incentivi e contributi per gli interventi di sanificazione e di aumento della sicurezza sul lavoro;
  • misure straordinarie a sostegno della filiera della stampa.

Vi sono poi ulteriori misure come:

  • lo stanziamento di fondi per la didattica a distanza;
  • misure per lo svolgimento del servizio postale;
  • proroga di sei mesi per il referendum della legge costituzionale sulla riduzione del numero dei parlamentari.

Questi provvedimenti verranno in seguito riveduti ed integrati da diversi emendamenti, i quali sono attualmente in discussione per essere approvati dal Parlamento.

Esprimendo un parere personale ritengo, però, che a questo decreto manchi qualcosa: il pensare al domani, a come tutto ripartirà alla fine della pandemia. Riflettendoci, il governo dovrebbe elaborare un piano affinchè, passo dopo passo, si ritorni alla normalità: il sostegno in questa fase è certamente necessario ma prima o poi l’economia del paese, in evidente difficoltà già prima di questa emergenza, dovrà ripartire e dovrà farlo più forte di prima. Andrà tutto bene!

Sofia Xie