Paolo Scialdone

Paolo Scialdone

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Ieri stavo sul divano e, mentre riflettevo, stavo ascoltando “il meglio deve ancora venire”. Una canzone che ha un valore molto forte e importante nella mia vita. In tutte le sfide che ho affrontato (politiche e personali) questa canzone mi risuonava sempre in testa con la convinzione che quel meglio, che ancora doveva venire, dipendeva da me.

Ho fatto la mia prima tessera nei giovani democratici a 14 anni, subito. Ho iniziato a frequentare le sedi del partito democratico da ancora prima portando ad ogni incontro, ogni riunione, ogni manifestazione la mia freschezza, il mio entusiasmo e la mia determinazione.

Mi ricordo la prima volta che andai al Nazareno: se dovessi descrivere quelle emozioni oggi non ci riuscirei, erano troppo grandi, troppo forti. Ricordo una delle prime persone che incontrai e fu Matteo Renzi. Matteo è una persona fondamentale nella mia vita, è una di quelle persone dalla parola giusta al momento giusto, forse non sempre, ma per me, lui è un esempio.

La sua determinazione, il suo carisma, la sua voglia di fare, il suo non arrendersi mai nonostante i tanti, troppi e molto spesso esagerati attacchi di fronte ai quali chiunque si sarebbe arreso: lui no, lui si è sempre ripresentato più forte. Ricordo quando io, ragazzino di 14 anni, aprii dopo 30 anni, la festa dell’unità al mio paese. Dalla mia voce oggi sento ancora la fortissima emozione.

Perché alla fine la politica è questo: la politica è emozione, emozionare ed emozionarsi. La politica guarda al futuro e oggi, nel panorama politico, manca una forza che si prenda quello spazio. Che smetta di avere rancori, ma torni ad avere valori. Stasera tolgo dal muro sopra il mio letto la bandiera del partito democratico piegandola e mettendola nel cassetto per ricordarmi sempre da dove vengo.

Affronterò la  nuova sfida con Matteo Renzi. Da subito mi impegnerò ancora di più perché si, il meglio deve ancora venire, ma questo meglio, oggi, a 17 anni, ho capito che dipende da me