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Di Pietro Lepidi

La Repubblica ha reso noto un dossier che spiega i motivi dello scioglimento di 30 membri del Consiglio superiore di Sanità dai loro incarichi da parte della Ministra 5 Stelle Giulia Grillo.

La Ministra a dicembre ha infatti rimosso dal loro incarico di consiglieri del Governo medici e professori di grande fama e professionalità per i precedenti politici dei componenti. A rimuovere ogni dubbio sulla necessità della loro collaborazione con il Ministero della Sanità sono bastati legami con la “vecchia politica”. Per esempio, al Professore di Radiologia all’UniPa Adelfio Elio Cardinale è bastato essere sposato con un Magistrato che ha lavorato presso l’ufficio dell’ex ministro Schifani, mentre per il professore di Anatomia Umana alla Sapienza Francesco Bove la sua colpa è di aver scritto degli articoli per La Repubblica negli Anni Settanta. Infine, non sono state più richieste le competenze del Cardiologo di fama nazionale Antonio Colombo perché è uno dei medici che nel giugno 2016 operò Berlusconi per una sostituzione della valvola aortica all’ospedale San Raffaele.

Nonostante le critiche la Ministra Grillo si difende dicendo che avrebbe solo chiesto «una verifica sulle precedenti nomine» aggiungendo che le sembrava «giusto» cercare «nuova linfa» nelle personalità rimaste ai margini.

Quanto accaduto è invece gravissimo per la nostra Sanità pubblica. Infatti, il “Governo del Cambiamento” prova come la sua guerra antiideologica al passato possa oscurare ogni competenza basata sul merito.

La Ministra nelle sue dichiarazioni ha confermato questa direzione dei 5 Stelle dicendo «Il passato politico personale dovrebbe entrare per legge nei curriculum vitae». Tuttavia, quando un organo tecnico, che si basa sulla competenza dei singoli membri, viene deprivato di alcuni dei suoi più competenti esponenti solo per simpatie politiche, il danno non è tanto per la “vecchia politica” ma per il Sistema Sanitario Nazionale, patrimonio di tutti.

Il presidente Mattarella nel suo tradizionale discorso di fine anno ha ricordato come il sistema sanitario italiano sia «un grande motore di giustizia, un vanto del sistema Italia».

Questo sistema fino all’arrivo del “Governo del Cambiamento” si basava sul merito e sulle competenze dei suoi organi, non sugli interessi politici dei Partiti.