Millennials

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Per tantissimi anni, nel nostro Paese, si è negata l’esistenza di una delle maggiori piaghe che lo affliggono: la Mafia. Ricordiamo tutti le parole così evocative di Peppino Impastato, per troppi anni rimaste inascoltate, almeno fino agli anni Novanta quando i due magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino hanno combattuto, fino ad essere ammazzati, questo cancro che dalla Sicilia si è sviluppato in tutta Italia. Al di là dei nomi più noti però, ci sono quasi mille persone, tra agenti di polizia, magistrati e giornalisti che, negli anni, hanno perso la propria vita per mano della Mafia: ecco perché noi giovani, in particolare, dobbiamo conoscere e ricordare. Non viviamo più negli anni Novanta, le stragi di mafia non sono più spettacolari, gli assassini non scelgono più i grandi volti noti. Eppure di Mafia si continua a morire, anche oggi. La Mafia continua a controllare tantissimi aspetti della vita del nostro paese: lo spaccio illegale di droga, gli appalti, la sanità. Istituire la Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle Mafie rappresenta una scelta coraggiosa e fondamentale, e la sua trasformazione in legge lo scorso anno è l’ennesima prova che il Partito Democratico sta dalla parte giusta della storia. Non è un caso poi, che sia stata scelta come data simbolo proprio il 21 marzo: primo giorno di Primavera, la stagione della rinascita, dopo il freddo inverno, proprio per non dimenticare, non solo Peppino Impastato, Falcone e Borsellino, ma anche tutti i personaggi meno noti al grande pubblico come gli uomini della scorta della strage di Capaci, i bimbi che hanno visto morire i propri genitori e tutte quelle persone che hanno avuto il coraggio di ribellarsi e sognare una vita migliore e all’interno della cornice della legalità. Fermiamoci un minuto a riflettere e proviamo a pensare tutti loro non come vittime ma come veri e propri “eroi” del nostro paese.

Proprio per questo motivo, in oltre venti città italiane, stamattina migliaia di persone hanno marciato per le strade. C’eravamo anche noi Millennials e lo abbiamo fatto per le vie di Pompei e Scafati per manifestare il nostro disprezzo per ogni miserevole forma di mafia. Giovani, adulti e bambini erano presenti nell’enorme piazzale Aldo Moro di Scafati alla lettura dell’elenco delle vittime innocenti della mafia. Insieme, a rappresentare ogni minima parte della società civile, per dire che la “Mafia è una montagna di merda”. Le condizioni metereologiche anche se avverse non hanno fermato la voglia di manifestare che forte ardeva nel cuore delle genti. Il timore di bagnarsi è stato cancellato da quel sentimento di rivalsa che adulti e ragazzi hanno, oggi, nel combattere il male che per anni ha segnato il nostro territorio.
Presenti alla manifestazione anche numerose scuole di diverse zone della Campania con i loro ragazzi  a dimostrazione che l’istruzione è in prima linea contro la mafia. Come dice la canzone “I Cento Passi”, bisogna iniziare a contare e camminare insieme ed è questo che abbiamo fatto oggi a Scafati e Pompei. La strada della lotta alle mafie è ancora lunga ma del corteo non si vede la fine e questo deve solo che essere l’inizio.