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Di Antonio Nucera

Il Papa alla Messa delle Palme: Cari giovani, la vostra gioia è per alcuni motivo di fastidio e anche di irritazione, perché un giovane gioioso è difficile da manipolare. Un giovane gioioso è difficile da manipolare!”

Con questo monito Papa Francesco si è rivolto oggi ai numerosi fedeli e giovani presenti in Piazza San Pietro in occasione della celebrazione della Domenica delle Palme e della chiusura dei lavori preparatori alla XV Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi del 2018 che vedrà prelati provenienti da tutto il mondo riunirsi a Roma per confrontarsi su tematiche legale al mondo giovanile.

Dinnanzi ai 300 giovani delegati provenienti da ogni continente Francesco ha affermato che “far tacere i giovani è una tentazione che è sempre esistita. Ci sono molti modi per rendere i giovani silenziosi e invisibili – sottolinea il Papa – molti modi di anestetizzarli e addormentarli perché non facciano ‘rumore’, perché non si facciano domande e non si mettano in discussione. Ci sono molti modi di farli stare tranquilli perché non si coinvolgano e i loro sogni perdano quota e diventino fantasticherie rasoterra, meschine, tristi”.

Quindi, conclude Francesco, “sta a voi la decisione di gridare, sta a voi decidervi per l’Osanna della domenica così da non cadere nel ‘crocifiggilo!’ del venerdì e sta a voi non restare zitti. Se gli altri tacciono, se noi anziani e responsabili (spesso corrotti!) stiamo zitti, se il mondo tace e perde la gioia, vi domando: voi griderete? Per favore, decidetevi prima che gridino le pietre”.

Nell’invitare i giovani a prendere una posizione coraggiosa sulla scena del mondo contemporaneo ed a non rinunciare al grido della gioia che dà colore e sapore alla vita, il Papa, però, mette in guardia le nuove generazioni da un altro tipo di grido che rende sterile l’animo umano, quello “montato, costruito, che si forma con il disprezzo, con la calunnia, col provocare testimonianze false”. Francesco indica questo grido come quello di “chi manipola la realtà e crea una versione a proprio vantaggio e non ha problemi a incastrare altri per cavarsela”. Il grido di chi “non ha scrupoli a cercare i mezzi per rafforzare sé stesso e mettere a tacere le voci dissonanti”. Il grido che “nasce dal truccare la realtà, è la voce di chi vuole difendere la propria posizione screditando specialmente chi non può difendersi”. Il grido “fabbricato dagli intrighi dell’autosufficienza, dell’orgoglio e della superbia e così alla fine si fa tacere la festa del popolo, si demolisce la speranza, si uccidono i sogni, si sopprime la gioia, così alla fine si blinda il cuore, si raffredda la carità”. Il “grido del ‘salva te stesso’ che vuole addormentare la solidarietà, spegnere gli ideali, rendere insensibile lo sguardo”.

La riflessione che il Papa ha rivolto oggi a tutti gli uomini e le donne di buona volontà, è un monito per i giovani di tutto il mondo ad essere protagonisti della loro vita e nelle realtà sociali nelle quali vivono, un invito ad andare oltre, oltre gli ostacoli con coraggio e oltre se stessi con solidarietà, senza mai darsi per vinti, senza mai perde la speranza!