Millennials

Millennials

Leggi altri post di questo autore

Di Giorgio Ferrigno

Un’importante vittoria ha aperto una nuova stagione per l’Irlanda e per l’Europa. Con il 66,4% dei voti, il referendum sull’abrogazione dell’ottavo emendamento ha vinto e il premier Leo Varadkar ha già promesso una legge più permissiva sull’aborto entro la fine dell’anno.

Sin dal 1861, l’aborto é penalmente perseguito dalla legislazione irlandese e le pene sono diventate ancora più pesanti dal 1983, anno in cui l’ottavo emendamento fu inserito nella Costituzione.

L’articolo eguaglia il diritto di vita della madre a quello del nascituro e per questo l’aborto é legale solo nella situazione in cui la donna stia seriamente rischiando la vita, ma non prende in considerazione i casi di stupro o di malattie del feto.

Lo stupro é stato proprio il tema centrale della campagna per il «Tá»: una donna che procede con l’aborto illegale rischia fino a 16 anni di carcere. D’altra parte lo stupratore arriva mediamente a 8 anni di reclusione. In una società civile e moderna é inammissibile una condizione del genere che degrada il diritto e il dovere di uguaglianza delle cittadine irlandesi.

Questo referendum é stato risultato di una rivoluzione silenziosa di 10 anni insita nella società irlandese in cui l’aborto é diventato un vero e proprio problema sociale e sanitario.

Nel 2016 sono state più di tremila le donne irlandesi che hanno abortito in Galles on in Inghilterra e peggio ancora altre mille hanno comprato online pillole abortive senza prescrizione e quindi con serie conseguenze per la sanità pubblica.

Da giovane, ho apprezzato quanto l’affluenza giovanile sia stata determinante per la vittoria del referendum. Più dell’ 80% dei Millennials ha votato per l’abrogazione e ha dimostrato a tutto il mondo quanto il voto dei giovani può cambiare le sorti di un Paese.

In una Nazione così cattolica: talmente conservatrice da aver inserito il divieto ad abortire nella propria Costituzione; i giovani hanno portato il loro vento di modernità. Oggi come tre anni fa sulle unioni civili.

Le elezioni nazionali sono già passate, ma ancora tante saranno le opportunità che i giovani italiani avranno per seguire l’esempio irlandese.