Millennials

Millennials

Leggi altri post di questo autore

L’espansione territoriale cinese

Da alcune settimane si stanno verificando anomale mosse militari di Pechino nel Mar Cinese Meridionale. Nei giorni scorsi, la Cina ha condotto esercitazioni militari e distribuito risorse logistiche su larga scala nell'area marittima. Molti analisti e nazioni vedono le manovre navali cinesi sempre più aggressive e parte di un tentativo di sfruttare le condizioni indebolite di Washington (causa virus) per ottenere nuovi vantaggi nel dominio di quell’area strategica.

Il ruolo degli USA

Gli Stati Uniti, da sempre attenti al presidio di quelle zone strategiche (numerosi flussi marittimi e ricchi bacini di idrocarburi), sono ora alle prese con il peggior focolaio del mondo con quasi 750.000 casi positivi al COVID-19, e si sono trovati costretti a rimodellare le loro priorità richiamando in patria alcune navi militari che presidiavano quella zona.

L’obbiettivo cinese

Pechino sta approfittando della crisi sanitaria mondiale per espandersi militarmente nel Mar Cinese Meridionale in modo da avere il controllo delle risorse estraibili. Secondo il Ministero cinese delle risorse naturali, la Cina ha recentemente condotto l'estrazione di gas naturale di maggior successo sia in termini di volume che di produzione. Questo processo di produzione si è svolto tra il 17 febbraio e il 18 marzo, proprio quando l'epidemia di coronavirus ha iniziato a devastare i paesi del mondo occidentale. I progressi della Cina nelle tecniche di sviluppo energetico, probabilmente rafforzeranno il suo dominio sui vasti giacimenti di petrolio e gas. Quest’ultimi si trovano all’interno dell’area che Pechino  rivendica come propria e che occupa quasi l'85% del Mar Cinese Meridionale, sovrapponendosi alle acque settentrionali dell’Indonesia. Anche prima dell’epidemia la Cina aveva attuato politiche provocatorie nelle acque contese, costruendo delle vere e proprie isole dotate di installazioni militari, o occupandone alcune contese come ad esempio le Isole Spratly.

Gli scontri con il Vietnam

Nei giorni scorsi la tensione è notevolmente aumentata quando una nave militare cinese ha speronato un peschereccio vietnamita, arrestando poi gli 8 componendi dell’equipaggio, dopo poco liberati.  Fra i due paesi vi erano già alcuni contrasti su questo campo. A luglio del 2019, il Vietnam ha fatto richiesta alla Cina di rimuovere una sua nave da esplorazione petrolifera, che si trovava vicino alle coste delleIsole Spratly, non appartenenti ufficialmente a nessuna nazione. La Cina ha comunque continuato a schierare truppe militari intorno alle Isole Spratly anche dopo l’intervento delle nazioni unite che gli ha invalidato le rivendicazioni territoriali nel Mar Meridionale Cinese.

Il precedente

Lo stesso avvenimento è accaduto anche ad un anno di distanza ma con un peschereccio filippino. Una nave cinese aveva speronato un’imbarcazione filippina nei pressi dell’isola di Recto Bank (ufficialmente Filippina ma contestata dalla Cina). Però in questo caso i pescatori sono stati lasciati in mare dall’equipaggio cinese e solo dopo un po’ di ore un’imbarcazione vietnamita li ha tratti in salvo.

La crisi diplomatica con  l’ASEAN (Association of Southeast Asian Nations)

A causa di queste continue provocazioni e dell’affondamento del peschereccio vietnamita i rapporti con l’ASEAN sono nettamente peggiorati, tanto che alcuni analisti temono che si possa arrivare a un punto di totale rottura delle relazioni tra la Cina e i paesi dell’ASEAN (Brunei, Indonesia, Laos, Malesia, Myanmar, Cambogia, Filippine, Singapore, Tailandia e Vietnam).

Il reclamo delle Filippine

Anche il presidente delle Filippine, Duterte, che ha fatto sempre di tutto per costruire un buon rapporto con la Cina, cercando di ridurre le tensioni nel Mar Cinese Meridionale, decidendo di ignorare una sentenza della Corte internazionale, che nel 2016 aveva definito “senza basi” le rivendicazioni territoriali cinesi ha deciso di prendere le difese del peschereccio Vietnamita facendo un reclamo ufficiale alla Cina.

La situazione è ancora critica, il New York Times riporta che domenica il Vietnam abbia accusato la Cina di aver istituito due unità amministrative su delle isole ancora contese.

Francesco Ceroni

[immagine 1]
www.theguardian.com