Arianna Furi

Arianna Furi

Classe 1998, nata e cresciuta a Roma. Fondatrice dei Millennials studia Scienze delle Amministrazioni e delle Relazioni internazionali.

In questi giorni avrete sicuramente sentito nominare la parola "prescrizione", soprattutto a seguito di proposte legislative formulate dall'attuale Governo e delle dichiarazioni sui social del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede. Cerchiamo ora insieme di capirne di più.

Cos'è la prescrizione‌‌
La prescrizione è un istituto giuridico che prevede l'estinzione del reato trascorso un determinato periodo di tempo senza che lo Stato si sia attivato per trovare il colpevole. Esiste non solo in Italia ma anche all'estero.

Come funziona‌‌
L'ultima modifica strutturale è del 2005, quando la legge ex Cirielli cancellò il sistema degli scaglioni (per esempio prescrizione di 15 anni per i reati fino a 10 anni di pena) per introdurre una nuova regola base: la prescrizione, fatte salve proroghe e casi particolari, è pari al massimo della pena che il giudice può infliggere (per esempio il furto in casa, sanzionato al massimo con 6 anni di carcere, si prescrive in 6 anni).

Come si effettua il conteggio ‌‌
Se il reato è stato consumato, si inizia a contare dal giorno della sua consumazione; per il reato solo tentato, ma non condotto a termine, dal giorno in cui è finita l'attività del colpevole.

Quante sono
‌‌Nel 2005 il totale delle prescrizioni era di 183.469, mentre nel 2016, ultimo anno disponibile, sono state 145.637.

Dove sono ‌‌
La stragrande maggioranza delle prescrizioni si verifica nella fase delle indagini preliminari: nel 2016 quelle maturate prima del giudizio sono state 85.216.

I reati più prescritti‌‌
Tra gli illeciti più soggetti a prescrizione, in testa ci sono gli abusi edilizi, poi l'omesso versamento delle ritenute, la guida sotto l'effetto di alcol e senza patente, la truffa.

La proposta
‌‌Il Movimento 5 Stelle, con un emendamento al disegno di legge anticorruzione, in discussione alla Camera, propone di escludere di fatto la prescrizione per qualsiasi tipo di reato dopo la sentenza di primo grado, di condanna o di assoluzione. La proposta formulata dal Ministro della Giustizia ipotizza che la prescrizione si fermi al momento della sentenza di primo grado. In altri termini, dal momento in cui io sono assolto o condannato in primo grado, tutto si blocca, e i successivi gradi di giudizio non vedranno lo scorrere della clessidra.

Perché questa scelta?‌‌
Perché, si dice, che "i tempi dei processi sono troppo lunghi e non si riesce a concludere i tre gradi di giudizio nei tempi previsti." ‌‌Quindi, invece di intervenire per accelerare i processi, che abbiano quindi quella "ragionevole durata" di cui anche la Costituzione parla (Art.111), si decide di bloccare la prescrizione che, detta brutalmente, è l'unico spauracchio che consente un minimo di speditezza dei processi. ‌‌Se un Collegio, una Corte, non ha delle scadenze perentorie , quale esigenza avrà di accelerare i tempi per concludere un giudizio?

C'è chi sostiene che in questo modo "tuteliamo le vittime", ma ne proprio sicuri?

La prescrizione, attualmente non equivale ad un'assoluzione. ‌‌Gli effetti sono gli stessi per l'imputato, che vede "estinguersi" il resto.‌‌ Ma non per la parte lesa, che magari non vedrà condannato in sede penale l'imputato, ma comunque, mantiene, se si è costituito parte civile, il diritto di proseguire l'azione civile a tutela del suo risarcimento.

Mettiamo invece che un imputato sia dichiarato innocente, e quindi assolto in primo grado.‌‌ Il Pubblico Ministero propone appello, quindi la sentenza di assoluzione non diventa definitiva e l'imputato, dovrà attendere il giudizio di appello. ‌‌Senza prescrizione questa attesa potrebbe durare svariati anni, ben più di quelli attuali.

Nel frattempo, benchè assolto in primo grado, nel suo certificato dei carichi pendenti risulterà sempre imputato. ‌‌E, per il vicino, sarà sempre un "mezzo colpevole".

Quindi nessuna sentenza definitiva per tanti, tantissimi anni.‌‌ Nessuna certezza per nessuno, imputati e vittime. ‌‌Siete sicuri che sia questo il modo per fare davvero Giustizia?

E tu che stai leggendo, ti senti rassicurato all'idea che, vittima o imputato che sia, potresti stare dentro un processo per così tanto tempo?

Fonti:
Il Sole 24ORE