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Di Daniele Zugarini

La scorta per molti è considerata un privilegio, ma non è così.

Avere la scorta significa perdere la libertà: non hai più una vita privata, vivi sempre sotto controllo. Viene assegnata a quelle persone che per motivi di lavoro, come ad esempio alcuni Magistrati, politici, giornalisti, o imprenditori, si espongono a rischi per la loro incolumità.

Generalmente queste sono persone che lottano contro fenomeni mafiosi-terroristici e di altre forti identità similari, e per questo sono costretti ad un controllo regolare e continuativo da parte delle forze dell’ordine. Togliere questa possibilità di controllo significherebbe esporre malvagiamente questi individui arischi che potrebbero diventare letali per la loro persona.

Non è il Ministro dell’Interno che può decidere se assegnare o meno queste custodie a chi si adopera per salvaguardare la giustizia, ma ci sono degli appositi uffici, come l’ufficio centrale interforze per la sicurezza personale, in breve Ucis.
L’ufficio centrale interforze per la sicurezza personale, è una struttura del Dipartimento della pubblica sicurezza istituito con la legge 133/02 emanata dal secondo governo presieduto da Silvio Berlusconi, in seguito dell’uccisione del giurista Marco Biagi ucciso a Bologna, il 19 marzo 2002.

La decisione di assegnare e revocare una scorta nasce dal territorio in cui la persona esposta a rischi ha la residenza. La prefettura di ogni regione valuta il rischio della singola persona in base alle segnalazioni che gli vengono fornite dalle forze dell’ordine. Dopo aver valutato le varie segnalazioni, decidono in sede collegiale e l’ufficio informazione raccoglie e poi valuta le varie informazioni necessarie.

Funziona così anche per la revoca di una scorta: infatti è sempre l’Ucis, l’ufficio centrale interforze per la sicurezza personale, che decide se revocare la scorta quando è venuto meno il rischio di morte o la minaccia al soggetto beneficiario

Ci sono quattro livelli di scorta:

  • Primo livello: quello massimo, prevede l’assegnazione di tre auto blindate con tre agenti per ciascuna auto;
  • Secondo livello: prevede due auto blindate con tre agenti per ogni aiuto;
  • Terzo livello: prevedo un’auto blindata con due agenti a disposizione.
  • Quarto livello: prevede l’assegnazione di un’auto non blindata e uno o due agenti-a seconda dei casi-di scorta.

La scorta non è un privilegio ma una protezione che fornisce lo Stato a tutte quelle persone che lavorano per lo Stato stesso, ma che spesso possono essere minacciate da organizzazioni di stampo mafioso-terroristico.
Uno Stato che si vuole definire tale dovrebbe proteggere queste persone, non minacciarle come sta facendo il neo Ministro dell’Interno Matteo Salvini.

#restiamoumani anche su questo.