Pietro di Franco

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I fantasmi della scorsa settimana continuano a perseguitarci. Quando speravamo che la vicenda Segre fosse stata “superata”, ecco giungere il sindaco di centro-destra di Predappio, paese natale di Benito Mussolini, Roberto Canali che con disarmante fermezza (e forse nostalgia) ha negato a due studenti dei fondi per andare a visitare il campo di concentramento di Auschwitz, affermando che “il treno della memoria è di parte”. Resta da capire il senso delle sue parole, ma non possiamo permettere che una certa nostalgia prenda il sopravvento. È inoltre doveroso dire che lo stesso Canali fu favorevole alla riapertura al pubblico della cripta della famiglia Mussolini, che ogni anno raccoglie centinaia di malinconici degli ingloriosi tempi che furono.

Ingresso campo di concentramento ad Auschwitz

Il 7 novembre la procura di Palermo ha chiuso l’indagine per nove “haters” che avevano insultato e minacciato il Presidente della Repubblica Mattarella durante lo scorso anno, quando il Presidente aveva affidato l’incarico di formare un nuovo Governo all’economista di fama mondiale Carlo Cottarelli, direttore dell’Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani dell’Università Cattolica di Milano. Tra le minacce più crude vi è sicuramente quella di un concittadino del Capo di Stato, il quale aveva scritto sui social che “la mafia ha ucciso il Mattarella sbagliato” con riferimento al fratello del Presidente, Piersanti, ucciso dalla mafia il 6 gennaio 1980. Piersanti era il presidente della Regione siciliana e la sua più grande colpa fu quella di voler rimodernare il sistema regionale siciliano.

I nove odiatori sono stati rinviati a giudizio e rischiano fino a 15 anni di reclusione.

Ma passiamo ad una storia molto divertente: Costantino Eretta è il vicesindaco leghista di Sarzana, nello spezino, e il 6 novembre scorso si è recato in Cina insieme al sindaco di Mulazzo ed un collaboratore della Gazzetta della Spezia per promuovere dei prodotti regionali nel Paese asiatico.

Durante il viaggio l’Eretta (fervente leghista, ricordiamolo) perde il proprio passaporto e, una volta giunto a Pechino, viene bloccato dalle autorità cinesi e trattenuto prima di essere rispedito in Italia. Il vicesindaco dirà poi: “Sono stato 15 ore confinato in dogana, osservato dalle guardie, costretto a chiedere il permesso per recuperare da bere, mangiare o andare in bagno” recriminando inoltre di esser stato trattato come un qualsiasi immigrato clandestino. Le parole con cui l’interessato conclude sono un vero e proprio colpo di scena: “Ma faccio un appello a tutti gli schieramenti affinché si lavori perché un italiano in situazione analoga non subisca più quello che ho subito io". D’altronde non lo si può certo accusare di incoerenza. E il brand “prima gli italiani” può così ampliare il proprio raggio d’azione, fino a finire dall’altra parte del mondo.

La settimana si è conclusa con due eventi che non possono lasciarci indifferenti: la morte di Elda Lanza, la prima presentatrice della nostra TV oltre che grande scrittrice e giornalista, è un duro colpo. Femminista sin da giovane età, ha portato avanti con grande determinazione i propri ideali nel tempo riuscendo a farsi valere in un’epoca difficile per le donne, facendo da pioniera e riuscendo ad imporsi in un mondo, ai tempi, prettamente maschilista.

Bisogna anche mandare un grosso in bocca al lupo ai nostri cinque soldati che domenica 10 novembre sono stati vittime di un attentato a Kirkuk, nel Kurdistan iracheno, mentre erano di ritorno da un’attività di addestramento per i soldati iracheni impegnati nella lotta all’ISIS. Tra i cinque, tre sono in gravi condizioni ed hanno dovuto subire delle amputazioni agli arti.

I Millenials si uniscono a loro e a tutte le forze militari impegnate nella lotta agli estremisti.