Paolo Di Falco

Paolo Di Falco

Direttore del blog La Politica Del Popolo, scrivo per dare voce a chi non la può fare arrivare lontano. Viaggio ma di confini non ne ho mai visto uno, credo che esistano nella mente di alcune persone.

L'opera che ha fatto letteralmente cadere il Governo del Cambiamento è la Tav. A dire il vero quest'opera  è stata oggetto di campagne elettorali e di promesse a lungo. Basti pensare che il ​​primo studio sulla Tav Torino Lione, è stato commissionato dai servizi italiano e francese nel 1991, e la nuova linea fu inoltre scritta dal Consiglio europeo di Essen tra i 14 progetti prioritari europei nel settore dei trasporti.

La Tav, letteralmente treno ad alta velocità, dopo varie modifiche progettuali nella sua versione attuale  parte dal nodo di Lione e arriva al nodo ferroviario di Torino in Piemonte. La tratta è suddivisa in tre parti:

  • Quella italiana – tra Susa/Bussoleno e Torino – è di competenza della società Rete Ferroviaria Italiana (Rfi);
  • Quella francese – tra Lione e Saint-Jean-de-Maurienne - è di competenza della società che gestisce la rete ferroviaria francese (Société Nationale des Chemins de fer Français, Sncf);
  • Quella transfrontaliera – tra Saint-Jean-de-Maurienne e Susa/Bussoleno – è di competenza di Telt

La parte dell'intera opera sotto l'attenzione dei media, del governo è quella transfrontaliera gestita da Telt,  Promotore Pubblico responsabile della realizzazione e della gestione della sezione della futura linea ferroviaria merci e passeggeri Torino-Lione. Il tratto in comune è lungo 65 chilometri e comprende la realizzazione di strutture adeguate: quella più messa in discussione è il tunnel di base del Moncenisio con due fori lungo 57,5 km  di cui 45 in territorio francese e 12,5 in territorio italiano che serve a collegare le stazioni internazionali di Saint-Jean-de-Maurienne e di Susa.

Il costo della sezione transfrontaliera, , è di 8,6 miliardi di euro. Il 40% dell’importo è cofinanziato dall’Unione europea, mentre la quota restante è suddivisa tra i due Paesi (35% per l’Italia, 25% per la Francia).  Per le opere da realizzare entro il 2019, del valore di 1,9 miliardi di euro, secondo il Grant Agreement sottoscritto nel 2015, Francia e Italia beneficiano di un contributo europeo pari a 813,8 milioni di euro.

Ma a che punto è l'opera?

Di tutti gli scavi (160 km) è già stato realizzato il 10% e aggiudicato il 20%. La Torino-Lione è quindi in corso di realizzazione avanzata.
In Italia e in Francia sono attivi i cantieri delle gallerie geognostiche e di ricognizione. A Chiomonte, in Val di Susa, la galleria della Maddalena è nella parte finale dei 7.500 metri totali mentre a Saint-Martin-La-Porte, è in corso lo scavo di una galleria di 9 km, nell'asse e nel diametro del futuro tunnel di base, che si aggiungono ad altri 9 di discenderie, ovvero gallerie di accesso, già realizzate in Savoia.

Nel corso di quest'anno abbiamo assistito ad un susseguirsi di analisi costi-benefici ufficialmente per cercare di capire i vantaggi e gli svantaggi dell'opera ma in pratica per cercare di prendere tempo invece di prendere una decisione.

Quale sarà invece l'impatto che avrà l'opera?

La nuova ferrovia toglierà dalle strade quasi 1.000.000 di mezzi pesanti all'anno con un risparmio annuale di emissioni di gas serra di circa 3.000.000 di tonnellate equivalenti di CO2, pari a quelle prodotte in 12 mesi da una città di 300.000 abitanti (Cfr. Quaderno 8 Osservatorio Tecnico sulla nuova linea Torino-Lione). Secondo i dati diffusi a luglio 2017 dall'Osservatorio sul traffico transalpino ogni anno 42.000.000 di tonnellate di merci attraversano l’arco alpino occidentale, tra Ventimiglia e il traforo del Monte Bianco e, attualmente, oltre il 90% viaggia su strada. Si stima che almeno la metà di questi beni potrà servirsi della nuova linea Torino-Lione.

A questo punto credo che tutti noi abbiamo capito che la Tav non è solo una battaglia politica, non è solo una raccolta di dati. La Tav è ormai divenuto un simbolo dell'Italia che dice di no a restare nella periferia dell'Europa e vuole diventare protagonista. La Tav è in grado di avvicinare l'Italia all'Europa, collegando Milano a Parigi in 4 ore e mezza, a Barcellona in 6 ore, a Londra in 7 ore, con importanti impatti positivi per tutta la filiera turistica. La Tav, può inoltre stimolare, direttamente e indirettamente, una crescita economica di 11,3 miliardi di euro che equivale a quasi 1 miliardo l'anno, con un'occupazione aggiuntiva di circa 5.000 unità l'anno.  

E inoltre per motivare l'opera con le parole del presidente del consiglio, Giuseppe Conte:

La decisione di non realizzare l'opera non comporterebbe solo la perdita dei finanziamenti, ma anche tutti i costi derivanti dalla rottura con la Francia. L'impatto finanziario per l'Italia è destinato a cambiare per l'Unione europea e potrebbe essere ridursi con la Francia. Il governo italiano è impegnato con la massima attenzione per questo nuovo riparto che non è ancora garantito. I fondi europei sono solo per il Tav, non realizzarlo costerebbe molto più che completarlo.