Millennials

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Di Mariano Scuotri

Il 17 maggio del 1990 l’omosessualità smetteva di essere una malattia mentale.

Penso.
Penso a chi ancora oggi scendendo per strada si guarda intorno freneticamente, per “paura” di sembrare diverso, per il timore di urtare qualcuno, per il disagio causato dal non essere come quella parte di società del Paese dove vive, quella scandalistica e un po’ bigotta, lo vorrebbe.
No, non sto parlando degli “extracomunitari”, stranieri, quelli insomma che “parlano arabo” nel 90% dei casi.

Sto parlando di chi ogni giorno lotta contro un pregiudizio grosso e distorto quanto quello “razziale”. Parlo di coloro che non possono esternare l’amore per una persona “del loro stesso sesso”, perché altrimenti i bambini al parco crescono deviati, la signora al ristorante rimane basita, il vecchietto sul tram si sente mancare l’aria.

Ma davvero siamo convinti di poter vivere in un Paese che condanna chi ama? Davvero il problema sono i sentimenti? Davvero la degradazione della società passa per due femmine o due maschi che si baciano e non per chi uccide, chi ruba, chi ipocritamente finge di essere quello che non è?

Riflettiamo sulla necessità che abbiamo, oggi e tutto l’anno, di “amarci” un po’ di più. Non moriamo affogando nella nostra chiusura mentale e nel nostro orgoglio. Si può cambiare idea riguardo le cose. E oggi è il giorno migliore per poterci sforzare un po’, no?

Oggi sono fiero se due persone che si amano possono sentirsi almeno legalmente tutelate, grazie alle Unioni Civili. E vorrei che nessuno si accanisca contro il loro amore. Che nessuno cancelli una legge che è un omaggio alla vita, non una provocazione come qualcuno pensa.

Salviamo, salviate i sentimenti di chi ama. Perché non si senta mai emarginato.