Millennials

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Di Flavio De Pascali

La XVII legislatura è stata – tra le tante cose – la legislatura dei diritti, dell’uguaglianza. Dopo di noi, testamento biologico, legge Cirinnà, il tentativo di introdurre lo Ius Soli temperato.

Provvedimenti importanti, attesi da tempo, che hanno proiettato l’Italia verso un futuro più equo. Anche per questo motivo ascoltare oggi le dichiarazioni del neo ministro della Famiglia e della Disabilità fa nascere un senso di profondo rammarico. Lorenzo Fontana, rampante vice-sindaco veronese e vice-segretario federale del Carroccio, è uno degli uomini forti della nuova Lega che ha deciso di mettere in soffitta il verde perché, a ben vedere, il blu ed il nero stanno bene su tutto, a quanto pare anche col giallo delle cinque stelle. Si definisce “Veronese e cattolicoe da anni si dichiara profondo ammiratore di Marine Le Pen e Vladimir Putin.

“Le famiglie arcobaleno per la legge non esistono” e ancora: “bisogna potenziare i consultori per cercare di dissuadere le donne ad abortire”. Parole dure, dirette, che non fotografano la realtà attuale con la lucidità richiesta ad un uomo di Governo. Pur nel rispetto verso le posizioni religiose ed ideologiche di ciascuno, infatti, è innegabile come, purtroppo, nel nostro Paese proprio la possibilità di interrompere la gravidanza giunga spesso per la donna al termine di un percorso duro e tortuoso dal momento che, secondo i dati, il 70% dei ginecologi italiani risultano essere obiettori di coscienza con punte di oltre l’80% in alcune regioni. Non si coglie nemmeno il senso istituzionale di attaccare, tra l’altro nel mese del Pride, una realtà come quella delle coppie omosessuali che troppo spesso, ancora nel 2018, vive una quotidianità di sordida discriminazione, dovuta spesso all’ignoranza degli altri e di strisciante omofobia.

Il ruolo delle Istituzioni, di chi ha la fortuna di sedere nelle stanze dei bottoni di questo Paese, dovrebbeessere quello di marciare al fianco degli oppressi, delle persone in difficoltà. Il ruolo ricoperto dello Stato, lungi dall’essere quello del poliziotto o del giudice morale delle vite dei propri cittadini, deve essere quello di ampliare le libertà personali dell’individuo, di prendere per mano le minoranze e tirarle fuori dalla loroeventuale condizione di discriminazione.

Un Governo senza Ministero per le Pari Opportunità, un Governo con poche donne (e quelle che ci sono quasi tutte in posizioni non di primo piano), un Governo che per bocca dei suoi Ministri sostiene queste tesi retrograde ed a tratti oscurantiste getta sicuramente qualche ombra sul futuro dei diritti civili in Italia.

Non ci resta che sperare che gli eventuali danni procurati non siano irreparabili.