Cesare Manzaro

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Se andiamo bene è merito nostro, se andiamo male è colpa dell’Europa: questo è uno dei luoghi comuni più diffusi in Italia, ma più in generale anche a livello europeo. La strada intrapresa dall’Unione, invece, mira nella giusta direzione? Per rispondere non ci si può fermare al sentito dire, per cui analizziamo nel dettaglio le misure attuate, dalla sospensione del Patto di Stabilità al piano da 750 miliardi della BCE.

L’economia europea è realmente in crisi?

Il Covid-19 ha generato una situazione surreale non soltanto dal punto di vista sanitario, causando migliaia di morti, ma anche dal punto di vista economico, provocando il crollo delle borse dei giorni precedenti e la recessione in tutti i paesi del Vecchio Continente. A metà marzo, infatti, Goldman Sachs aveva pubblicato una ricerca che ipotizzava, per l’Eurozona, una contrazione complessiva del PIL dell’1,7% nel 2020; anche Moody’s Analytics, circa una settimana dopo, aveva stimato un calo del 2,7%. Lo scenario che si prospetta non è quindi roseo, ma l’Unione Europea sta dando fondo a tutte le risorse in suo potere per aiutare gli Stati membri e soprattutto l’Italia.

Cosa può fare l’UE per aiutare gli Stati Membri?

Per sostenere la propria economia lo Stato deve fare debito pubblico, in particolare in tempi di crisi: nel caso specifico dell’Italia, che ha un debito del 134% in rapporto al PIL, la spesa dello Stato è vincolata da normative europee, come il Patto di Stabilità e Crescita (PSC). Il PSC impone un tetto massimo al rapporto deficit-PIL e al rapporto debito pubblico-PIL: il primo deve essere inferiore al 3%, il secondo minore del 60% o comunque indicare un netto miglioramento. Ad oggi, però, i parametri del PSC sono difficilmente attuabili: per supportare gli Stati coinvolti da questa crisi la Commissione Europea ha quindi attivato una clausola del PSC che permette di non considerare i valori prima citati. Sono anche state rese più flessibili le regole sugli aiuti di Stato (in riferimento all’articolo 107, paragrafi 2 e 3, lettera B del TFUE), così da favorire una maggior collaborazione all’interno dell’Unione.

La Commissione, oltre a concedere maggiore libertà, ha stanziato 37 miliardi da investire per sostenere economicamente i Paesi dell’Unione: questi fondi andranno direttamente a finanziare l’acquisto di dispositivi medico-sanitari e di protezione, inietteranno liquidità con cui le autorità potranno fronteggiare la crisi e daranno sostegno alle PMI (piccole e medie imprese) per i pagamenti di stipendi e bollette.

Esiste anche un piano della Banca Centrale Europea? In cosa consiste?

Dopo un iniziale tentennamento e una vera e propria gaffe che hanno causato alle borse europee la giornata peggiore della loro storia, l’attuale presidente della BCE Christine Lagarde ha cambiato completamente atteggiamento prendendo in mano la situazione. È stato dunque adottato un piano mastodontico per le intenzioni e per l’impatto che potrebbe avere: le misure attuate dalla BCE dovrebbero infatti mettere in circolo ben 1.800 miliardi di euro. Questi soldi saranno sbloccati dallo stanziamento di 750 miliardi che, sommati ai 120 della precedente allocazione, serviranno per acquistare titoli di debito emessi dagli Stati al fine di finanziare le misure messe in atto dai singoli governi per salvaguardare la propria economia. In Italia, ad esempio, la BCE si farà carico di 220 miliardi di euro di titoli in scadenza e inoltre sospenderà il tetto massimo del 33% per l’acquisizione dei titoli, in modo da concedere una maggiore flessibilità alle banche sui requisiti di capitale e sui principi contabili.  Sulla scia del solco tracciato dal suo predecessore Mario Draghi, l’obiettivo di Lagarde è quindi chiaro: intervenire con qualunque mezzo necessario.

L’UE sta intervenendo per aumentare la cooperazione tra Stati Membri?

Nei giorni scorsi aveva fatto discutere il blocco da parte della Germania delle esportazioni di materiale sanitario, in particolare di un milione di mascherine dirette in Italia. L’attuale presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha pertanto sottolineato quanto sia fondamentale condividere il materiale protettivo tra i Paesi dell’UE, ammonendo il governo tedesco e minacciando sanzioni in caso di mancata cooperazione, disponendo inoltre lo sblocco dell’export di mascherine, tute e schermi facciali verso l’Italia. La Germania ha prontamente rimediato, diventando il primo Paese straniero ad accogliere nelle proprie strutture alcuni pazienti italiani che non riuscivano ad essere ricoverati nella propria regione a causa della mancanza dei posti letto necessari.

L’UE ha inoltre disposto la realizzazione di una scorta comune strategica di materiale sanitario, denominata RescEU, che comprende una riserva di attrezzature mediche tra cui ventilatori polmonari, mascherine e forniture per laboratori: la Commissione finanzierà per il 90% tale fornitura, con un bilancio iniziale di 50 milioni di euro destinato ad aumentare.

L’UE, inoltre si farà carico anche di organizzare e sostenere economicamente il 75% dei costi sui voli di rimpatrio dei cittadini dell’Unione da paesi extraeuropei, coordinando le operazioni con gli Stati nazionali: ad oggi, è stato già agevolato il rimpatrio di circa 2300 cittadini europei.

Le misure adottate da UE e BCE saranno quindi sufficienti per combattere questa crisi?

Dal punto di vista sanitario, la collaborazione tra le istituzioni è di vitale importanza e l’unico metodo per sconfiggere il virus è il vaccino: per questo motivo l’UE ha stanziato 400 milioni di euro per finanziare la ricerca di una cura da ottenere il più presto possibile, accompagnata da un programma di prevenzione e di preparazione globale in compartecipazione con l’OMS.

Per quanto riguarda l’economia, invece, le misure intraprese dall’Unione Europea vanno indubbiamente nella giusta direzione. Saranno sufficienti? Probabilmente no, ma rappresentano sicuramente un ottimo inizio. Ci si augura, dunque, che nei prossimi giorni l’opinione pubblica e la classe dirigente si rendano conto che, forse, di questi tempi, davvero l’Unione fa la forza.

Cesare Manzaro