Sara Viscardi

Sara Viscardi

Leggi altri post di questo autore

Professore, perché dovremmo farci noi carico dei debiti accumulati dalla vostra generazione? Quelle spese vi hanno consentito di vivere al di sopra dei vostri mezzi, mentre noi non ne abbiamo tratto alcun beneficio. Né ci avete lasciato, ad esempio, edifici scolastici o impianti sportivi più moderni.

Così una studentessa quindicenne si è rivolta a Francesco Giavazzi qualche tempo. E così riporta lo stesso Givazzi il 15 agosto 2019 sul Corriere della Sera. E proprio da questa domanda vogliamo partire con la nostra riflessione.

A breve, pare che 60 milioni di cittadini italiani saranno nuovamente chiamati alle urne, di questi 10 milioni non potranno dar voce al proprio pensiero perché troppo giovani. Ma questi “troppo giovani” sono il nostro futuro, sono coloro che si pongono interrogativi… coloro che non vedono risposte concrete alle loro domande e colo che, probabilmente, non sapranno dove mettere la famigerata “x” alle urne quando sarà il momento. Questo perché la politica italiana è ormai diventata “propaganda elettorale continua” perché conta di più soddisfare le richieste dei “votanti” (vedasi quota 100, che consente ai sessantenni di anticipare la pensione… ma che a conti fatti aumenta il debito pensionistico italiano, di quasi 100 miliardi di euro ovvero 6 punti di reddito nazione) piuttosto che provare a dare risposto agli elettori di domani. Il grande rischio che si corre oggi è davvero quello di essere troppo concentrati su un presente che sta sfuggendo di mano ai più. E domani? Domani sarà troppo tardi per correre ai ripari sia sul fronte del debito pubblico che sul grande debito che stiamo lasciando alle generazioni future: il riscaldamento della Terra e l’accumulo di CO2. Il primo causerà un continuo accumularsi di debito pubblico pro-capite, mentre il secondo causerà l’aggravarsi di fenomeni come siccità, temperature estreme, aumento del livello del mare, caldo intenso, incendi, desertificazione… con la naturale conseguenza di un aumento dei costi economici per tentare di contenere il dilagarsi di questi fenomeni.

Dobbiamo quindi approfittare di questo momento di crisi politica. Dare risposte ai giovani che chiedono di essere ascoltati, formare il pensiero del futuro elettorato per provare a lasciare ai nostri figli un’eredità meno pesante di quella che, ahinoi, abbiamo ora.