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Intervista ad Arianna Furi, la Millennial che ha riportato l’educazione civica nelle scuole

Di Filippo Gatti

A soli 20 anni è già nella direzione nazionale de Partito Democratico e ha creato il gruppo Millennials. Il suo più grande traguardo raggiunto (per ora) è stato vincere la battaglia che riporterà l’educazione civica nelle scuole a partire dal prossimo anno scolastico.

Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Arianna Furi, creatrice del gruppo Millennials, per capire meglio come e perché l’educazione civica tornerà nelle scuole.

Nella foto Arianna Furi, fondatrice del gruppo Millennials. Matteo Renzi l’ha scelta insieme ad altri diciannove ragazzi per entrare nella direzione nazionale del Partito Democratico.

Com’è nata l’idea di una petizione per riavere l’educazione civica come materia?

Tutto è nato nel nostro liceo. Ci siamo accorti che nelle ore curricolari non esisteva nulla che ci mettesse di fronte ai nostri diritti e doveri di cittadini italiani ed europei. Dopodiché abbiamo capito che non solo la nostra classe voleva un insegnamento di questo genere, ma anche molti altri ragazzi e ragazze. Abbiamo quindi deciso di lanciare una petizione su Change.org. Incredibilmente abbiamo raccolto migliaia di firme grazie alle quali abbiamo attirato l’attenzione dell’allora ministro dell’istruzione Valeria Fedeli.

Che lavoro è stato svolto col ministro per rendere il piccolo sogno di una classe un obbligo scolastico?

Il Ministro non solo ha trovato il modo di introdurre la cosa senza attuare riforme, ma ci ha anche permesso di scegliere quali contenuti inserire nel programma. Abbiamo così chiesto a migliaia di giovani di inviarci le loro proposte, che oggi sono scritte nero su bianco sulla carta intestata del ministero.

Direi che siamo curiosi di sapere quindi qual è il programma che verrà svolto a partire da settembre in tutte le scuole superiori

Ci sono arrivate centinaia e centinaia di proposte, e con un grande lavoro da parte nostra e del ministro siamo riusciti a roccoglierle più o meno tutte in nove punti che da oggi saranno nel programmaministeriale:
  • Storia della costituzione
  • Diritti e doveri del cittadino
  • Storia dell’unione europea
  • Impegno internazionale dell’Italia
  • Principi di uguaglianza e rispetto
  • Diritti umani
  • Educazione ambientale
  • Educazione sanitaria
  • Educazione alimentare

Cosa riguarderà la sezione “Impegno internazionale dell’Italia”?

Si parlerà delle missioni di cooperazione internazionale a cui l’Italia ha preso parte negli anni. Sarà utile a far conoscere le gesta di quegli italiani che stanno agendo o hanno agito nei vari paesi del mondo nel tentativo di migliorare le condizioni di chi è più sfortunato di noi, ma non solo.

Esisteranno quindi insegnanti di educazione civica?

No, se ne occuperanno i professori delle aree umanistiche, quindi se la spartiranno gli insegnanti di diritto, storia e italiano. Dovranno obbligatoriamente coprire un’ora a settimana tra quelle che hanno già a disposizione per le loro materie.

Parliamo dei Millennials, il gruppo di cui sei fondatrice e che ha attirato l’attenzione di Matteo Renzi

Quando sono entrata in politica l’ho fatto mossa sia dalla passione che dal desiderio di poter cambiare le cose. Purtroppo la mia generazione viene avvertita come “persa” e senza interesse alla partecipazione politica. Sono convinta che questa non è la realtà, credo che la mia generazione le opinioni le abbia, ma che semplicemente non ha modo di esprimerle, e la battaglia per l’educazione civica ne è una dimostrazione. L’educazione civica infatti l’abbiamo ottenuta facendo numero. Così grazie al gruppo Millennials qualunque giovane abbia un’idea costruttiva potrà immediatamente comunicarla alle migliaia di altri giovani che fanno parte del gruppo. Se si è in tanti è più facile far valere un’opinione, se il bonus cultura non corre più il rischio di essere abrogato è anche grazie a noi che ci siamo uniti per far sentire la nostra voce.