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Nel 2019 Facebook decise di lanciare uno dei progetti più ambiziosi nella storia dell’azienda: Libra.
Libra è una criptovaluta pensata per dare la possibilità a tutte le persone del mondo, soprattutto a coloro che vivono nelle aree a basso sviluppo, di accedere e creare un conto bancario online semplicemente con un social network.

Ma cos’è una criptovaluta?

La cripto valuta è una moneta criptata, nascosta, utilizzabile per fare transazioni online. Si tratta di monete digitali (virtuali) criptate dietro ad un codice noto solo al sistema in cui vengono utilizzate, ossia il Blockchain. La peculiarità di queste valute è il loro essere indipendenti da qualsiasi banca centrale; le transazioni mediante queste vengono controllate ed approvate automaticamente da altri computer, bypassando la necessità di un ente centrale che ne determini gli spostamenti. L’indipendenza da un ente centrale è però un’arma a doppio taglio: da un lato fornisce la possibilità di non essere tracciabile (dato che le transazioni vengono verificate e approvate da un computer a caso nel mondo), dall’altro provoca una grande volatilità del suo valore di scambio con le monete tradizionali, causa, per esempio, della bolla Bitcoin di questi ultimi anni.
Pensata da Facebook nel 2017 e ufficializzata nel giugno 2019, Libra è in realtà più di una semplice cripto valuta; essa è anche un’associazione tra diverse banche e grandi aziende internazionali, tra i cui nomi delle aziende che hanno fondato Calibra (la fondazione che avrebbe generato la cripto valuta Libra) spiccano Visa, MasterCard, Paypal, eBay, Spotify, Vodafone ed Iliad. L’idea di Libra però non appartiene a Mark Zuckerberg, ma ad una persona che di transazioni online se ne intende e che era nel mondo dell’informatica da un bel po’: David Marcus.

La mente dietro Libra

Marcus è stato il cofondatore di PayPal e venne assunto da Facebook per creare Messenger. Concepita l’idea di Libra nel 2017 decise di fondare l’associazione Calibra e di cercare altri membri fondatori. In meno di un anno il numero delle aziende aderenti al progetto raggiunse ben 28.
Libra, a differenza delle altre criptovalute come il Bitcoin basate su un sistema Blockchain, mirava ad essere riconosciuta come una vera e propria moneta virtuale. Calibra, infatti, puntava tutto sui suoi potenti partner per essere accettata anche dalle banche mondiali come moneta promettendo, a differenza delle normali criptovalute, di mantenere un valore fisso e costante e di poter essere ottenuta attraverso tutti i partner di Calibra, assicurando trasparenza agli utenti sull’assenza di controlli da parte di Facebook.
Tutto andava nel verso giusto fino a quando la criptovaluta non è stata annunciata a giugno 2019. Anche se non era ancora entrata in circolo, pochissimi furono gli utenti interessati a Libra, forse perché Facebook si era messa in primo piano nel progetto e dopo il recente caso di Cambridge Analityca quasi nessuno voleva fornire informazioni private a Facebook, figuriamoci informazioni bancarie. Nei mesi successivi al progetto Calibra non ci furono molte nuove adesioni, anzi: grandi colossi come Visa, MasterCard, Paypal ed eBay, presenti dall’inizio del progetto, si ritirarono. Ad inizio luglio 2019 moltissimi siti online e giornali avevano definito Libra una delle innovazioni del decennio o “uno strumento che rivoluzionerà lo scambio di denaro”, ma dopo il passo indietro fatto da numerose aziende (vista la difficoltà di attuare un progetto così imponente) il progetto venne dichiarato un flop dai giornalisti del settore.

Le banche hanno detto no

Di recente il sito “The Information” ha riportato che Facebook ha cambiato i suoi piani riguardo al progetto e non ha più intenzione di produrre Libra come cripto valuta, e che lancerà a breve il portafoglio digitale Calibra su tutte le sua piattaforme social dell’azienda. La decisione di accantonare il progetto della cripto valuta è arrivata dopo mesi di massicce pressioni normative e respingimenti politici. Molti banchieri e ministri delle finanze hanno espresso infatti preoccupazione per la diffusione di Libra perché potrebbe, almeno in teoria, cambiare drasticamente o addirittura minare il loro lavoro. Facebook, tramite i servizi Messenger, WhatsApp e Instagram, conta una userbase di circa 2 miliardi di utenti: approvare il progetto Libra significa potenzialmente lasciare una grossa fetta della politica monetaria in mano ad un privato, un pericolo che nessun ente regolatore o legislativo è disposto a correre, almeno al momento.
Generalmente tutto ciò che Zuckerberg tocca mediante Facebook diventa oro, ma forse la mano del colosso si è spinta un po’ troppo oltre con Calibra, entrando in un mondo che non è competenza di un’azienda che si occupa di social network.


Davide Capricano

IMMAGINE IN COPERTINA
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