Millennials

Millennials

Leggi altri post di questo autore

Di Mariano Scuotri

Iniziare dalla fine, dalla coda, dall’ultima propaggine è indubbiamente anacronistico. Eppure certe volte è necessario.

La campagna d’ascolto “Millennials on the road“, è partita da Aversa, in provincia di Caserta, non a caso.

E’ partita dalla fine, perchè la fine della legislatura a guida PD è stata decretata non solamente, certo, ma specialmente nelle urne di questo collegio come tanti altri collegi del Meridione, dove, è evidente, non abbiamo saputo raccontarci per quello che realmente siamo stati e siamo tuttora.

E’ partita dalla coda, perchè siamo nella provincia “fanalino di coda” per qualità della vita (oltre che agli ultimi posti per percentuali di voti al Pd), dove molto spesso le soluzioni lasciano lo spazio alle lamentazioni dei problemi.

L’ultima propaggine, perchè è dalle serrande dei circoli, dalla passione dei militanti, dal sudore per montare un gazebo fino agli impermeabili da utilizzare sotto la pioggia che stiamo ripartendo. Dall’ultima propaggine, appunto. Quella che però, invertendo la terminologia, potrebbe essere definita anche “nucleo primario”.

Il nucleo primario include.

E include le storie di Antonello, Francesco, Roberta e Vincenzo, i volontari provenienti da ogni parte dell’Agro Aversano, che domenica hanno deciso di unire le forze per camminare in strada, insieme e con l’obiettivo di ascoltare prima ancora che di parlare.

Perché questo stesso nucleo primario attrae ed avvicina. Attrae l’attenzione di Giuseppe e Mario, 19 anni, al loro primo anno di Università, che non hanno barrato il simbolo del PD il 4 marzo, ma che dicono ora ci penserebbero un po su, dopo aver ascoltato il nostro punto di vista su quello che i Governi Renzi e Gentiloni hanno fatto per scuola e lavoro.

Avvicina la storia di Fabiana, 22 anni, che la scuola l’ha lasciata da un po’ e che un lavoro stabile ancora non lo ha: anche lei, il PD non l’ha votato. Eppure si avvicina a noi, e si sfoga sulle difficoltà che ha avuto e che ha in famiglia a raccontarsi per quella che è. Noi ascoltiamo, poi parliamo: di diritti civili, di legge sul dopo di noi, di biotestamento, battaglie che hanno più o meno attinenza con le sue parole, ma che sicuramente fanno breccia nel suo cuore. E, sì, anche Fabiana forse incomincia a pensare che è meglio seguire il cuore e la mente quando si va a votare, non la pancia a cui parlano certi leader politici.

Francesco, Angela, Maria, Sabrina e tanti altri il PD invece lo hanno votato, anche con convizione: ma ora si rendono conto di quanto, quella convizione, era da trasmettere anche ad altri.

Di quanto non c’era motivo di vergognarsi, di aver paura, di non avere voglia: di quanto è bello far politica quando si ha dalla propria l’onestà intellettuale di quello che realmente è stato fatto per questo paese.

Ad Aversa per ora è stato eretto solo un mattone sulle macerie, ma già è servito a qualcosa: perché sorto quelle macerie ci sono mille potenzialità, mille volti, mille opportunità. E solo un tipo di politica sarà capace di recuperare tutto: quella che ascolta, riflette, lavora, produce. La politica, quella che serve davvero.