Carmine Giovanni Rubino

Carmine Giovanni Rubino

Millennials Campania Sostenitore di Italia Viva

L’adolescente di oggi vive, rispetto a quello del passato, in una dimensione di continua incertezza; soprattutto riguardo il suo futuro, il lavoro, l’indipendenza. A questo si unisce il grande sviluppo tecnologico della nostra attuale società. Gli adolescenti di oggi sono nativi digitali, vivono in case hi-tech, sono sempre connessi.

La tecnologia, se usata bene porta a molteplici possibilità di apprendimento e di nuove esperienze, i media digitali sostengono anche lo sviluppo di abilità cognitive e pratiche e ciò stimola i processi di apprendimento, favorendo la creatività e l’ingegnosità, ma allo stesso tempo aiuta anche lo sviluppo del pensiero logico e della capacità espressiva.

Gli adolescenti di oggi sembrano aver bisogno non tanto di informazioni, quanto piuttosto di un punto fermo con cui confrontarsi e rielaborare le informazioni apprese, per riuscire a “capire”, oltre che semplicemente “sapere”: di un ruolo, dunque, pienamente “formativo” ed “educativo”.

Diceva lo studioso J. Harris:

Lo scopo dell’educazione è quello di trasformare gli specchi in finestre, perché un adolescente giustamente informato difficilmente farà scelte sbagliate!

Non solo in Italia sono significative le difficoltà che sta attraversando l’istruzione e formazione professionale ma in diversi paesi Europei: sempre più ragazzi e ragazze scelgono l’istruzione generalista per posticipare la scelta di “cosa fare da grandi”. Ci sono, infatti, importanti fattori strutturali che comportano la perdita di rilevanza dei canali di ingresso al mercato del lavoro e il perdurare di situazioni di disoccupazione o sottoccupazione che, quasi automaticamente, ritardano l’uscita dalla casa dei genitori. Non è casuale l’aumento dei giovani adulti (18-34 anni) che vivono ancora con i genitori. Negli ultimi 10 anni sono aumentati un po’ ovunque in Europa.

Considerando i dati Eurostat il fenomeno ha dimensioni macroscopiche solo in alcuni Paesi mediterranei (tra cui l’Italia) e dell’Europa Orientale, ma è in crescita anche in Svezia, Danimarca, Olanda e Francia.

Noi giovani veniamo spesso criticati, poiché non siamo più quelli di una volta e non riusciamo ad esprimere sempre le nostre idee. Tutto ciò accade anche per colpa della società, sempre più disorientata, nella quale abbiamo poco spazio. I giovani delle generazioni precedenti erano prigionieri delle ideologie, oggi invece siamo incompresi da una società legata alla tecnologia e al materialismo.

Al giorno d'oggi non è facile inserirsi nella società, poiché ci sono molti ostacoli. E si sente sempre più spesso parlare di mafia, corruzione e conflitti di interessi. È per questo che i giovani vedono la politica come una cosa che non appartiene loro e non la vivono attivamente nella maggior parte dei casi. Non hanno più fiducia in essa, poiché negli ultimi anni ha offerto spesso incertezze e precarietà.

Le soluzioni a questo problema però esistono. Bisogna offrire fiducia alle nuove generazioni, come proporre il recupero del senso della collettività. Si può trovare ottimismo nell'approccio con il mondo della politica, considerandolo come strumento d'aiuto per la società. Non possiamo continuare a considerare la politica disonesta e perversa. I giovani devono reagire ed interessarsi ad essa per cambiarla.

Il Dipartimento, in attuazione dei decreti di riparto, ha realizzato, negli anni scorsi, sia un’attività diretta, attraverso la pubblicazione di avvisi pubblici per la presentazione di progetti destinati ai giovani, sia un’attività di confronto con i vari soggetti e stakeholders delle politiche giovanili per concordare iniziative comuni, oggetto di convenzioni e accordi conclusi con le Regioni, l’ANCI e altri attori istituzionali, tra cui l’Agenzia Nazionale per i Giovani (ANG) e il Forum Nazionale per i Giovani, o di compartecipazioni rispetto a progetti proposti da soggetti diversi. Alle attività finanziate con il Fondo per le Politiche giovanili, si aggiunge il Piano di Azione e Coesione (PAC), lo strumento di riprogrammazione della spesa, avviato nel 2011 dal Governo e costantemente aggiornato, con l'impegno a spendere meglio e più rapidamente i fondi comunitari, co-finanziati con fondi nazionali e destinati all'Italia del Sud (Regioni Obiettivo Convergenza).

In linea con le politiche di welfare e con l’azione di coesione ed inclusione sociale promossa dall'Unione Europea, il sistema non profit, rappresentato da associazioni, cooperative sociali, organizzazioni di volontariato, enti senza scopo di lucro, è da considerare un efficace mezzo per raggiungere l’obiettivo finalizzato a tradurre i bisogni sociali in proposte concrete.

L'importante è non scoraggiarsi.