Il 2020 fin qui è stato un anno difficile e non molto felice. I cittadini italiani si sono visti privati della loro quotidianità e sono in molti ad aver perso un proprio caro a causa del Coronavirus.

Tutti i ragazzi italiani hanno smesso di andare fisicamente a scuola, come disposto dal ministero, continuando le lezioni grazie alle piattaforme online. Dopo questi ormai tre mesi di scuola a distanza però, gli studenti sentono la mancanza di quello che era il loro luogo di lavoro. Compagni, insegnanti e aule hanno sempre accompagnato i ragazzi in quello che è il percorso individuale di ogni studente, di qualsiasi ordine e grado. La mancanza della scuola in quanto luogo fisico è sentita da tutti gli alunni, dai bambini delle elementari ai giovani che sono ormai nell'anticamera del lavoro, l’università. Il desiderio di tornare alla normalità, in qualche modo, riempie la didattica online di quel vuoto lasciato dal coronavirus.

Da sempre l’ultimo anno di superiori, quello della maturità, è visto come l’anno di una svolta. E’ l’anno della maggiore età, quello in cui i ragazzi iniziano a prendere le decisioni per il loro futuro. Ed è proprio con l’esame di maturità che si conclude un percorso durato cinque anni, in cui gli studenti hanno messo impegno, passione e sacrifici. Per questo l’esame di maturità è una tappa così importante: è l’ultima prima di entrare in una nuova realtà. Sono quasi 500.000 i maturandi in Italia quest’anno ed è importante che le istituzioni scolastiche siano vicino a loro, ora più che mai: sì, anche fisicamente. L’esame di maturità è l’ultima sfida che la scuola superiore riserva ai suoi ragazzi, la ricompensa per il lavoro svolto in passato. Per chi crede nella meritocrazia, la maturità sostenuta di persona è un diritto, e allo stesso tempo un dovere, non solo dei maturandi, ma dell’intero Paese.

A breve inizierà la fase due, con la riapertura graduale di aziende e luoghi di lavoro: se i lavoratori possono tornare nei luoghi di lavoro, possono farlo anche gli studenti nelle scuole, anche se solo i maturandi e solo per un esame. Con le giuste precauzioni, per proteggere insegnanti e alunni, si potrà svolgere la maturità come è stata fatta dai nostri nonni e dai nostri genitori. Dal vivo, davanti a una commissione composta da professori che in cinque anni hanno fatto da guida ai ragazzi, così da non privare un’annata delle emozioni della notte prima degli esami.
Quasi tutti gli altri stati europei hanno deciso di tenere in maniera tradizionale gli esami di maturità, credendo nella scuola che valuta l’impegno dei propri studenti e che non la dà vinta a tavolino.

Questo esame può simbolicamente rappresentare la ripartenza per l’Italia, il segnale che ricorda al Paese che c’è una generazione, quella dei millennials, che non dà nulla per scontato e che vuole lottare fino all’ultimo con coraggio, responsabilità e fiducia nelle istituzioni, per far vedere quanto davvero vale.

Cecilia Ferrari