Rosanna Arduino

Rosanna Arduino

Millennials Lazio

In un paese competitivo a livello mondiale, la crescita, l’innovazione e il sostegno alle imprese sono temi centrali da affrontare. Tutto ciò non può non passare per l’interesse verso il tema dell’occupazione giovanile. Molto spesso sentiamo dire che il nostro è un paese per “vecchi”, che non c’è spazio per i giovani nel mondo del lavoro e in effetti ci sono dati che lo dimostrano: negli ultimi 25 anni la forza lavoro giovanile si è ridotta dal 42% al 22%.

I giovani si trovano, concluso il periodo di formazione, in una situazione di stallo: difficile è entrare nel mondo del lavoro, ancora di più per il mercato assimilare nuove forze. Necessarie sono quindi le politiche nazionali, e sovranazionali per far fronte a tale divario.

Non possiamo certamente non tenere conto di come l’UE sia interessata a tale questione; essa propone infatti un rinnovamento nell’impegno a favore dei giovani con politiche che mirano a favorire e rendere il meno gravoso possibile l’accesso ai giovani al mondo del lavoro. L’obiettivo è quello di garantire migliori opportunità grazie all’istruzione e alla formazione e migliori opportunità per la mobilità, per l’apprendimento e la partecipazione. Vediamo quindi come l’UE ricopra un ruolo da protagonista nel favorire la formazione dei giovani cittadini europei.

Il 22 maggio 2019 infatti il Consiglio ha adottato conclusioni sui giovani e sul mondo del lavoro del futuro. Le conclusioni si concentrano sui problemi specifici che i giovani si trovano ad affrontare nel contesto lavorativo attuale ossia l’incertezza, la mancanza di protezione sociale, la povertà lavorativa e le condizioni di lavoro precarie. Il Consiglio è arrivato a stabilire degli argini a tali problematiche che mirano principalmente a creare sistemi di formazione flessibili, garantire una relazione tra formazione e mondo del lavoro e assicurare un futuro ai giovani. I leader UE hanno poi convenuto di spendere 6 miliardi nel corso del 2014- 2015. Inoltre si è stabilito che i fondi UE inutilizzati saranno impiegati per sostenere l’occupazione , in particolare dei giovani, ma anche nei settori di crescita quali innovazione e ricerca. Nell’area europea queste e altre misure di incentivo hanno ridotto la disoccupazione giovanile nel 2018 rispetto al 2017.

In Italia invece uno degli incentivi adottati al fine di incentivare l’occupazione giovanile è il fondo di green economy istituito dal ministero dell’ambiente. Il fondo eroga finanziamenti a tasso agevolato per la realizzazione di progetti ed interventi nei settori del green economy e in settori di attività connessi con la messa in sicurezza del territorio dai rischi idrogeologico e sismico. La concessione del finanziamento è subordinata all’assunzione di personale di eta non superiore ai 35 anni e nel caso di assunzioni superiori a tre unità, almeno un terzo dei posti è riservato ad un giovane laureato con eta non superiore a 28 anni. i dati Istat dimostrano inoltre che le misure adottate dal Jobs Act hanno ridotto la disoccupazione giovanile di età compresa tra i 15 e i 24 anni in Italia con il tasso minore rispetto al 2012. Recenti dati dimostrano che le bontà di questa riforma continua a portare i suoi frutti nonostante i tagli fatti in cultura e formazione dal governo giallo-verde.

Speriamo che il Governo si ricreda, che si continui con gli investimenti sull’occupazione giovanile per seguire il trend europeo degli altri paese e per concorrere finalmente a pari condizioni.

E a chi dice che questo Paese non ci merita, rispondiamo che invece noi giovani ci crediamo e siamo pronti a metterci in gioco per cambiare il nostro Paese e renderlo competitivo con il resto dell'Europa e del mondo.