Millennials

Millennials

Leggi altri post di questo autore

Di Lorenza Ferraiuolo

Gli antichi greci parlavano di parresìa: libertà di dire tutto.
Euripide, Socrate, Platone, Aristotele ritenevano che vi fosse uno stretto legame tra la politeia e le parole, tra l’esercizio politico del potere ed il comportamento morale del buon cittadino che esprime la verità. In qualunque forma. Anche attraverso la tanto temuta e vecchia satira.

21.05. Rai2. Qualcuno schiaccia sul tasto play del telecomando e Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu sono i protagonisti di un TG satirico dedicato alle notizie del giorno, vere, e alle più ridicole fake news che spopolano in rete e sui social.

Non più.
Carlo Freccero, il nuovo direttore di Rai2, ha infatti dichiarato nel corso dell’intervista di presentazione del nuovo palinsesto del canale, che “Quelli dopo il TG” (questo il titolo del programma condotto dai due comici), non ci sarà per fare spazio ad “informazione centrale”. Rozzamente: ad informazione “seria”, primaria, svalutando il lavoro di due artisti con alle spalle una carriera brillante (ve li ricordate a Sanremo 2014?).
Non si tratta in realtà dell’unico cambiamento annunciato da Freccero: via anche Magalli, e – udite, udite- gran ritorno della satira di Luttazzi. Satira libera. Ovvero, come afferma Michele Anzaldi, deputato Pd e segretario della Commissione di Vigilanza Rai: “Con lo specchietto per le allodole di Luttazzi in realtà Freccero elimina la satira.

È finita l’epoca di Berlusconi e Renzi“. Continua Freccero.
Ma è proprio su questo che si concentra la polemica politica che non sfugge agli occhi vigili dei rappresentanti del PD: semplice scelta mirata ad un miglioramento di ascolti (cosa improbabile dal momento che “Quelli dopo il TG” ha sempre intrattenuto il pubblico con un ottimo share), o atteggiamento filogovernativo di chi allontana da fasce importanti personaggi semplicemente scomodi, e non secondari?

La fortunata imitazione del ministro delle infrastrutture Toninelli, quelle di Matteo Salvini e di Alessandro Di Battista. Emulazioni che pesano e costano caro.
Mentre il tormentone dello “Stai sereno” di Matteo Renzi (allora Presidente del Consiglio) no. Con lo stesso Renzi che, stemperando afferma, “Luca e Paolo mi hanno fatto morbido tante volte.”

“Ritorno al futuro” è stato il titolo della nona edizione della Leopolda, la kermesse ideata da Matteo Renzi, conclusasi pochi mesi fa.
Ma con l’attuale situazione politica, con informazioni veicolate e sempre più limiti alla libertà di stampa(basti pensare anche a Novembre e ai giornalisti in piazza contro Di Maio e gli attacchi agli editori), sembra più un ritorno al passato.
Purtroppo, non troppo lontano.

Retrocedessimo almeno al V secolo a. C., sapremmo (e saprebbero) che:

«E perché ci sia democrazia deve esserci parresìa.»