Millennials

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Di Antonio Nucera

E’ importantissimo ascoltare i giovani, si impara molto! dico: si è giovani finché si ha qualcosa da imparare.

Mi chiamo Antonio Nucera, sono laureato in Giurisprudenza frequento la Scuola di Specializzazione per le Professioni Legali e lavoro in uno Studio Legale Penale qui a Roma. Sono cresciuto in FutureDem e traggo, oggi, molta speranza, dai Millennials, giovani pieni di entusiasmo! Premetto di non essere un politico, almeno per come lo siete molti di voi qui presenti. Sono un uomo della strada e per questo vorrei consegnarvi tre parole: Lavoro, Riforme, Ultimi.

Lavoro:

Ogni giorno frequento i Tribunali, le Carceri, qualche aula di Università. Quando la sera rientro a casa, accendo il televisore e sento parlare di “reddito di cittadinanza” e similari. Sento dire “non ci sono posti di lavoro”, “paghiamo la gente per stare a casa”. Quando si parla di lavoro si parla di ciò che all’uomo dà la dignità e ad una comunità la possibilità di crescere e creare ricchezza intellettuale e materiale.

I Tribunali sono tutti sotto organico. La Corte di Cassazione, Il Tribunale a Penale di Roma sono in grandi difficoltà. Il Tribunale di Sorveglianza di Roma è in ginocchio. Mancano dipendenti, mancano Magistrati. Questo è il reddito che dobbiamo sbloccare. Sbloccando posti di lavoro e non regalando soldi. E creando, inoltre, per coloro che vorranno scegliere la libera professione, le condizioni per poter concretizzare il loro sogno in base alle proprie capacità. Tutto ciò creando pari opportunità da nord a sud dell’Italia, con un unico criterio discretivo: il merito!

Riforme:

C’è una importante riforma che riposa in Parlamento. E’ la riforma dell’Ordinamento Penitenziario. Il 2 e 3 maggio scorsi tutti gli operatori del Diritto penale d’Italia hanno scioperato per sollecitare i parlamentari ad approvare questa riforma, che è una riforma di dignità (e non uno svuota carceri come qualche politico ha affermato). Il grado di civiltà di un paese lo si desume da come quella comunità tratta gli ultimi: i detenuti vengono spesso dopo gli ultimi. Questa riforma non può essere abortita.

Le problematiche che contraddistinguono questa nostra epoca possono essere risolte attraverso la partecipazione di tutti ed il coinvolgimento delle giovani. Solo così potremo andare incontro ad un nuovo Rinascimento avendo particolare cura, però, a non lasciare indietro nessuno perché l’esclusione dei deboli è la morte della comunità. Tutte le volte che io emargino un soggetto debole, io condanno a morte l’intera comunità.

Vorrei concludere con alcune parole di un grande uomo europeo ucciso dai nazisti a Flossenburg nel 1945. Affermava il teologo protestante Dietrich Bonhoeffer

“Perché una comunità si possa salvare, è necessario tenere conto dell’ultimo”.

Partito Democratico, non ti dimenticare degli ultimi!