Millennials

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Di Giorgio Ferrigno

Con la stessa tenacia con cui Spinelli e Rossi scrissero il Manifesto del movimento federalista mentre dal cielo pioveva morte e sulla terra si spargeva sangue.

“Da un decennio a questa parte il Partito Democratico è stato tra i visionari e i coraggiosi: sempre aperto alle sfide che gli altri Paesi europei proponevano di costruire insieme.

La pressione è elevata se pensiamo che ad Oriente troviamo Paesi in cui le persone sono strette nella morsa dello sfruttamento lavorativo, senza diritti e accecati dalla censura. Sull’altra sponda dell’oceano è del tutto naturale che la sanità non faccia parte dei diritti del cittadino o che l’università costi più del reddito pro capite.

Io mi sento fortunato di vivere e far parte del continente dei diritti, della democrazia e delle opportunità per tutti e per tutte. In cinquant’anni questi Paesi tra loro così simili si riuniscono passo dopo passo intorno ai propri punti in comune, dei meravigliosi punti in comune.

Padri fondatori come Spinelli, Adenauer e De Gasperi sono le radici della nostra cultura comune e le generazioni successive sono cresciute con più possibilità e in una realtà tanto stabile che ormai l’idea di guerra nei nostri confini ci sembra impossibile.

Noi giovani siamo i nuovi rami: il futuro di questa società, così brillante rispetto agli altri angoli del mondo. In quanto rami, abbiamo il dovere di proteggere le sane radici dalle intemperie e di crescere, tutti insieme. Celebriamo le nostre diversità ma soprattutto celebriamo quello che invece ci accomuna.Oggi i populismi si stanno sviluppando nei modi più disparati e in tutti i Paesi. Spesso presentano anche somiglianze preoccupanti con regimi del passato. In un contesto globale di paura, rancore, tra fake news e vere ingiustizie, il nostro impegno diventa quindi ancora più urgente e decisivo. Il progetto di Comunità europea attecchì quegli ultimi barlumi di odio rimasti e la CEE non era un qualcosa di soprannaturale bensì una comunità di popoli, di persone con l’interesse comune di vivere in pace e in prosperità. A maggior ragione oggi che questi popoli sono rappresentati nel Parlamento dell’Unione Europea, quest’ultima sarà la soluzione più effettiva contro chi invece vuole fare campagna sulle paure e sulla protesta.Per presentarmi a questo evento, sono orgoglioso di dire che faccio parte dei Millennials.Per il nostro movimento, la battaglia principale di questi mesi è stata la reintroduzione dell’educazione civica nelle scuole superiori. Abbiamo abbracciato la causa in qualità di studenti e in qualità di membri di una società che ha bisogno di più consapevolezza e amor proprio.Quando ci è stato chiesto di proporre quali temi trattare, non abbiamo rinunciato alla possibilità di contrastare chi dipinge l’Unione Europea come il nemico e come la fonte di ogni male.Per questo personalmente ho proposto che nelle ore dedicate si parli di diritto dell’Unione europea e di politica monetaria; altri membri del gruppo hanno invece sottolineato l’importanza di studiare la Costituzione e di metterla a confronto con la Carta di Nizza.Troppi giovani pensano alle istituzioni europee come qualcosa di lontano quando in realtà molti dei loro diritti sono tutelati da sentenze europee e dal Trattato di Lisbona.Le strutture pubbliche che iniziano ad essere costruite o rimesse in uso, sono in gran parte frutto del programma di fondi europei 2014-2020. La stessa origine hanno i nuovi posti di lavoro creatisi all’interno della ricerca scientifica e della formazione.Inoltre un tema caro alla nuova generazione, e di vitale importanza per la società, è l’ambiente. L’Unione Europea ha sviluppato norme ambientali tra le più rigorose al mondo per rendere compatibile all’ambiente l’economia europea, per proteggere la natura e per salvaguardare la biodiversità del continente.Vorrei concludere ricordando con quanto coraggio e con quanta tenacia, Spinelli e Rossi, scrissero il Manifesto del movimento federalista, mentre dal cielo pioveva morte e sulla terra si spargeva sangue. Con la stessa forza e convinzione dobbiamo batterci per un’Europa sempre più giusta, più solidale e più amata.